Ci sarà pur qualcosa, la domenica pomeriggio, di più intenso e avvincente che vedere partite di calcio. Seguire gli aggiornamenti sui siti del meteo, ad esempio. Guardare documentari sui gechi. Spolverare.
Perché da giovedì sera ho deciso di non seguire più il calcio.
Basta andare al mare e ritrovare amici che ti ricordano la tua deludente annata sportiva! Basta con quell’espressione alla Mazzarri sul tuo volto, il fine settimana, che ti fa perdere ogni volta venti punti simpatia. Basta vedere talk-show calcistici, con la pressione che sale ogni volta che senti Liguori!
Però, poi, sei come i bimbi, che non vogliono, davvero non vogliono guardare quella scena truculenta alla televisione. Si mettono le mani davanti agli occhi ma aprono le dita, lasciano uno spiraglietto per vedere. Via, su, diamogli un’altra chance. Un’altra occasione. Alla fine il 20 ottobre 2013 ci dovrà bastare fino al 2057.
Vedi Gomez infortunato e vorresti piangere. Vedi Matri e vorresti solo aver avuto più pazienza con quel documentario sui gechi. Perché, in fondo, cosa c’è di meglio che guardare quel simpatico animaletto immobile su di un muro per quattro ore?
Sicuramente vedere De Laurentiis piangere.

Fonte della foto: gruppo FB “Pettinarsi come Pandev per fare strage di gnocche”

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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