Per chi come me e il mio certamente più famoso predecessore Gilgamesh è alla ricerca della pianta dell’immortalità, le manifestazioni attraverso le quali gli uomini cercano di rendersi immortali hanno sempre una rilevanza particolare. Non poteva certo passarmi inosservata, quindi, la scritta su un muro in via S. Gallo “Alessandra e Marco 23-12-13 4ever”. Che bella l’esigenza di comunicare a chiunque il proprio amore! Che bella quella promessa di eternità dipinta su un muro! Stavo per mettermi a piangere con il cuore gonfio di amore, immaginandomi Alessandra e Marco, quando mi è venuta un’idea da vera cronista urbana: andare a cercare Alessandra e Marco.
Sembrava impossibile, ma grazie ai potenti mezzi* messi a disposizione da TF ci sono riuscita e ho trovato entrambi. Marco ha detto che “non vuole parlare di questa storia perché teme ripercussioni sulla sua fedina penale”- cito testualmente. Alessandra invece sembrava eccitata ché io le ho detto che avrei scritto un articolo su di lei che avrebbero letto pure in America.
Ecco l’intervista da vera giornalista d’assalto a una giovane donna protagonista della scena fiorentina.

Allora Ale, ciao! Siamo di TuttaFirenze e siamo interessati al modo in cui gli uomini tentano di rendersi immort…

Non andare sul filosofico, peppiacere.

Sì, scusa. Insomma come stai?

Bene, grazie.

E Marco?

Marco chi?

Quella della scritta sul muro?

Ah, lui… Cazzoneso, non ci sentiamo più.

🙁 Ah. Chi ha scritto quella cosa sul muro? Tu o Lui? Sembra più una scrittura da femmine…

Ma sei della polizia?

No, no. Sono solo interessata ai tentativi degli uomini di rendersi imm…

Ancora?! Non hai da farmi qualche domanda sulla movida?

No… Ma perché ti è venuto in mente di scrivere su quel muro?

Così.

Va bene, ho capito, passiamo al gossip. Vi siete lasciati, quindi?

Sì, due mesi dopo.

Quindi non è stato 4ever?

No, per fortuna. È uno stronzo.

Mi spiace.

A me no.

Senti, mi hai spezzato il cuore. Io vi immaginavo felici che festeggiavate le vostre nozze d’oro…

Ma sei scema?!

Un po’ (soffocando il pianto). C’è qualcosa di bello che ti è rimasto di questi due mesi insieme?

No.

Dai, ti prego! Un episodio divertente… Qualcosa…Io ne ho bisogno

Mah…

(piangendo)

Ah sì! Una volta dovevo assolutamente prendere l’Ataf e mentre stavamo correndo verso la fermata abbiamo visto il 17 arrivare dietro di noi a tutta velocità, allora lui mi ha detto di correre verso la fermata e che ci pensava lui. Poi si è buttato in mezzo alla strada a fare una specie di danza della pioggia, fino a quando io non gli ho urlato che ero arrivata.

Oh, che tenero!

Sì, un cretino.

 

*una cicciona seduta proprio sotto la scritta a fumarsi una canna.

(La scritta è accanto a una scuola di recupero anni scolastici, sicché.)

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Fatjona Lamce

Fatjona non sa, ma sta imparando.