È strano. Un po’ come mangiare il gelato a colazione o la pizza a pranzo, tipo dormire in terrazza o mangiare a letto.
Un po’ come un professore che ti porta a fare lezione in cortile ma non perché in cortile ci sia qualcosa che ha a che fare con la lezione, no, così, solo perché all’aria aperta si sta meglio.
Un po’ come sorridere ed essere gentili con il commesso filippino di Mc Donald, dire buongiorno o buonasera al casellante o scrivere a un ufficio lamentele per fare un complimento.
Ecco, un po’ come prendere la scrivania, o il telaio, o il bancone del bar o qualsiasi altra cosa con cui lavorate e piazzarli in giardino e da lì, sotto l’ombra di un albero e con il rumore della città, lavorare sorridendo. È come giocare a calcio in un campo da pallavolo, o a pallavolo in un campo da basket anche se ti devi inventare la rete, o a tennis in una piscina ma con le racchette e le palline normali e cosi via. Un po’ come fare una scampagnata in città e shopping nei boschi, leggere a un concerto o cantare in biblioteca.
È una cosa fuori dal normale, un po’ come se uno scrittore come Dave Eggers venisse a casa tua e ti chiedesse qual è la cosa più bella che hai scritto, come svegliarsi nel pomeriggio e andare a letto la mattina anche se non è capodanno, o un po’ (per citare Carboni) come accendere la televisione per guardare solo la pubblicità.
In effetti a pensarci bene è un po’ come smettere di cliccare “mi piace” su Facebook e andare a casa di qualcuno a dirglielo veramente, che quella cosa che ha scritto o a messo su Facebook ti è piaciuta. Un po’ come un europeo vinto dalla Danimarca, un po’ come un controllore del bus gentile con gli stranieri, un po’ come prendere un divano, metterlo in mezzo di strada per invitare la gente a sedersi per fare due chiacchiere e perché no, anche innamorarsi e fare l’amore .
È un po’ come se su la A1 un giorno, invece dei camion e dei SUV, ci fossero solo biciclette e tricicli e monopattini e rollerblade e non ci fosse bisogno di corsie di emergenza, di pedaggi o di limiti di velocità.
È un critical mass, il primo che sia mai stato fatto.
È un atto rivoltoso, per citare Berlinguer ti voglio bene.
Il cinema all’aperto è tante cose come questa e molte altre ancora.
E come ogni anno anche questa estate possiamo essere rivoltosi, per fortuna.
Perché a Firenze c’è ancora qualche cinema, come il Grotta di Sesto  o l’Esterno Notte della FLOG, che nonostante i pochi guadagni, eMule, il passaggio al digitale, le zanzare tigre e i cambiamenti climatici, come un professore Keating poco attento alle regole, porta i suoi spettatori a prendere un po’ d’aria in cortile.

 

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.