Firenze, la sua storia, i suoi ingegni, lo spirito fiorentino. Ognuno di noi sa perfettamente che reazione provoca nella gente che incontriamo in giro per il mondo la nostra risposta alla prima delle domande che vengono poste al forestiero: da dove vieni? Firenze, rispondiamo, magari aggiungendo subito Toscana per agevolare il nostro interlocutore. Ma in genere non serve. Annuiscono, ti fanno capire che non devi aggiungere altre informazioni, in alcuni casi si complimentano, come se essere nati o vivere a Firenze ci rendesse in qualche modo migliori in automatico. È in queste occasioni, paradossalmente proprio quando siamo lontani da «casa», che mettiamo davvero a fuoco la nostra condizione di cittadini fiorentini, l’orgoglio di un’appartenenza ma anche il peso di un’eredità che rischia a volte di diventare troppo ingombrante.

Eppure quanto sappiamo di questa per molti versi incredibile storia? O meglio, visto che per sommi gradi la storia fiorentina dovremmo tutti conoscerla, da quante e quali prospettive abbiamo provato a interrogarla?

Questa rubrica nasce con lo scopo di suggerire alcune di queste differenti chiavi di lettura su passato, presente e futuro della nostra città, provocare interrogativi e curiosità ma anche reazioni su questioni storiche e socio-culturali che vedano Firenze come principale anche se non solitaria protagonista. Il materiale è immenso, di straordinaria qualità e sta a tutti noi affrontarlo con lo spirito giusto.

Vorrei quindi affrontare non solo aspetti insoliti e poco conosciuti della storia locale – che poi, proprio perché parliamo di Firenze, non potrà mai essere considerata come tale – ma anche argomenti tradizionali, esaminati magari con una maggiore attenzione nei confronti delle loro ricadute civiche e identitarie. Vi proporrò alcune osservazioni sull’attività dei numerosi istituti culturali che operano nel nostro territorio, alcuni dei quali rappresentano centri di assoluto rilievo e prestigio a livello internazionale senza che i fiorentini siano davvero consapevoli di questa ricchezza, tentando di valutarne la produzione e di discutere criticamente insieme a voi sulla loro funzione e sulla necessità di creare un nuovo e più saldo legame con la comunità. Aspetto del quale troppo spesso in passato non si è tenuto conto. Vorrei, inoltre, offrire un contributo concreto, se possibile, alla crescita culturale del nostro territorio, segnalando le numerose emergenze architettoniche che ancora insistono in un’area dalla straordinaria densità storico-artistica come quella fiorentina, nel tentativo di sensibilizzare non solo i frequentatori di tuttaFirenze ma anche le autorità competenti.

Per chiudere degnamente il capitolo delle «buone intenzioni» intendo affrontare anche questioni relative al processo d’integrazione delle minoranze etniche e religiose che vivono e lavorano al nostro fianco quotidianamente ormai da decenni, magari confrontando le nostre esperienze dirette e sentendo ogni tanto, con il mio tramite oppure direttamente, la loro voce. Un argomento delicato e fondamentale che merita un contributo non banale alla discussione che spero vorrete alimentare.

Questa rubrica prevede una firma, non mi tiro indietro e mi assumo le mie responsabilità: ma auspico allo stesso tempo una stretta collaborazione con tutti coloro che vorranno contribuire alla definizione dei temi che proporrò di volta in volta. Il programma mi pare sufficientemente ambizioso se non eccessivo. Quando si prova a volare troppo alti in genere si rischiano cadute fragorose ma credo che in questo caso ne valga la pena: in primo luogo per l’amore che nutro insieme a voi verso questa città e il suo territorio ma anche, in maniera più egoista, per rendere più consapevole quel tipico orgoglio fiorentino che a volte, non senza ragioni, attira su Firenze alcune antipatie. Anche se sarà sempre bene ricordarci che non si può rimanere simpatici a tutti.

(Visited 285 time, 2 visit today)
Share

Dicci la tua

Luca Mantelli

Luca Mantelli è nato a Torino il 15 dicembre del 1969 (quindi Sagittario come tuttaFirenze) ma aspira da tempo ad essere considerato almeno in parte fiorentino, visto che qui vive dal 1978 e che ama follemente questa città. Impresa non facile alla quale si sta dedicando con tutte le forze. Si occupa di storia medievale – in particolare di rapporti tra la cristianità occidentale e il mondo islamico e mongolo – e lavora presso la Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino (SISMEL) come ricercatore e redattore. Ha fondato nel 2008 insieme a Franco Cardini il Centro Studi sulle Arti e le Culture dell’Oriente (CSACO), attivo a Firenze presso l’Università Internazionale dell’Arte (UIA). Ha collaborato con Silvia Agnoletti alla cura del numero monografico della rivista «La Porta d’Oriente» dedicato a Tiziano Terzani (7/2009) e con Angela Staude Terzani alla stesura del volume Diverso da tutti e da nessuno. Tiziano Terzani nella testimonianza di amici e lettori Roma 2011.