Anche a Firenze c’è stata una piramide. Si trovava in Oltrarno, appena passato il ponte Vecchio, ove oggi c’è la piazzetta davanti alla chiesa di Santa Felicita. Perché era stata costruita e a cosa serviva?

Passeggiando in via Guicciardini oggi trovate palazzi nuovi e vecchi, tanti negozi e turisti. Un tempo qui sorgeva una piramide. Ma non si trattava di una piramide egizia, tutt’altro. Era un monumento funerario di epoca romana, probabilmente realizzato da una famiglia potente della città, esattamente come la piramide di Caio Cestio a Roma.

Come in tutte le città romane, anche a Firenze non era consentito seppellire i morti all’interno delle mura per ragioni religiose e di igiene. Le necropoli si trovavano lungo le strade di accesso a Firenze e le famiglie ricche, o le corporazioni, si facevano costruire dei monumenti funerari in maniera tale che tutti coloro che uscivano o entravano in città potessero ammirarli e ricordare chi li aveva realizzati. Questi monumenti erano la testimonianza viva dell’importanza di un personaggio o di una famiglia.

Con la religione cristiana e la trasformazione del mondo romano, gli abitanti di Firenze iniziarono a seppellire i morti all’interno della città, soprattutto vicino o all’interno delle chiese. I cristiani iniziarono a considerare i resti dei santi (in genere vescovi) come oggetti sacri, delle reliquie da conservare. Erano queste reliquie che rendevano sacri gli edifici religiosi. Più le sepolture erano vicine alle reliquie, più erano ‘protette’ e quindi di personaggi importanti. I morti, insomma,  entrarono in città e vi rimasero sino a tempi recenti.

Durante il Medioevo i personaggi importanti continuarono ad essere seppelliti all’interno delle principali chiese o appena al di fuori, in fondo per gli stessi motivi per cui fu realizzata la piramide di Firenze. In piazza Duomo e piazza San Giovanni sorgeva un vero e proprio cimitero, fino al 1300. Le sepolture si alternavano ad ‘arche’ monumentali, in genere sarcofagi romani utilizzati dalle famigli nobili fiorentine. Essere seppelliti presso la cattedrale era un segno di rilevanza sociale. C’è una novella di Boccaccio che ben descrive questa realtà.

Negli odierni cimiteri di Firenze noterete le cappelle familiari delle importanti famiglie fiorentine, che in genere si trovano ben in vista, vicino agli ingressi. Sono le ‘piramidi funerarie’ moderne. Il motivo per cui furono realizzate è lo stesso. Niente è cambiato, se non la forma.

(ps. Che fine ha fatto la piramide di Firenze? Non si sa. E’ ricordata ancora poco dopo l’anno mille. Poi, probabilmente, fu demolita e le sue pietre riutilizzate per costruire nuovi edifici)

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Emiliano Scampoli

Archeologo e programmatore, insomma uno dei tanti ossimori viventi. Ha pubblicato “Firenze, archeologia di una città” e altro sulla Storia di Firenze in base ai dati archeologici. Qui scrive una rubrica su quello che c’è sotto Firenze e come influenza ciò che sta sopra.