Diventa virtuale la mostra “La Bellezza salvata”, esposizione sul restauro dei tesori di arte danneggiati dall’alluvione del 1966 a Firenze, che tra novembre 2016 e luglio 2017 ha riscosso un grande successo di pubblico a Palazzo Medici Riccardi. E presso l’Ateneo fiorentino viene costituito un Centro di Documentazione sulle alluvioni di Firenze.

Sono alcune delle iniziative che saranno presentate nel convegno “Il cinquantesimo dell’alluvione di Firenze del 1966. Un anniversario diverso”, in programma martedì 31 ottobre nell’Aula magna dell’Ateneo fiorentino (ore 9 – piazza San Marco, 4) e promosso dal Comitato Firenze 2016.

In questa occasione il Comitato – rete di soggetti pubblici e privati costituitasi con il coordinamento dell’Ateneo – farà un bilancio delle attività svolte negli ultimi cinque anni per promuovere la memoria dell’evento catastrofico e la sensibilizzazione alla prevenzione del rischio.

Dopo i saluti del rettore Luigi Dei, dell’assessore all’ambiente del Comune di Firenze Alessia Bettini e del direttore del Dipartimento universitario di Ingegneria civile e ambientale Claudio Lubello sarà il segretario del Comitato Firenze 2016 Giorgio Valentino Federici a tracciare il quadro delle azioni avviare in occasione dei cinquant’anni dall’alluvione di Firenze.

Il presidente del comitato internazionale di esperti Jerry G. Galloway, quindi, presenterà il lavoro dell’International Technical Scientific Committee: il contributo scientifico sulle soluzioni adottate e sulle misure future per l’attenuazione del rischio idraulico è stato pubblicato dalla casa editrice dell’Ateneo Firenze University Press.

Dopo il dibattito, Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, e la storica dell’arte Elena Capretti intervengono su “Firenze 1966-2016: La Bellezza salvata. Le ragioni e il bilancio di una mostra” – mostra che è diventata ora virtuale, con il contributo del Sistema Bibliotecario dell’Università di Firenze.

La direttrice della Biblioteca Umanistica dell’Università di Firenze Floriana Tagliabue illustrerà la nascita del Centro di Documentazione sulle alluvioni di Firenze (CEDAF).

Nella sessione mattutina sono previsti anche gli interventi di Enio Paris e Fabio Castelli, Università di Firenze) sul monitoraggio dell’Arno realizzato dal Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale e dal CERAFRI (Centro per la Ricerca e l’Alta Formazione per la prevenzione del Rischio Idrogeologico), di Antonio Sgamellotti (Accademia dei Lincei) e di Francesco Laio (Politecnico di Torino), che illustreranno due iniziative nazionali – il GRAL-Gruppo Alluvioni e il CERHER-Centre of Resilience on Heritage – nell’ambito della riduzione del rischio legato alle catastrofi naturali.

Nel pomeriggio è prevista una tavola rotonda dal titolo “Il rischio idraulico a Firenze. Presente e futuro”, coordinata dal direttore de “La Nazione” Francesco Carrassi, a cui sono stati invitati Mauro Grassi (Italia Sicura- Governo italiano), Gennarino Costabile (Regione Toscana), Alessia Bettini (Comune di Firenze), Massimo Lucchesi (Autorità di Distretto Appennino Settentrionale), Alessandro Mazzei (Autorità Idrica Toscana), Marco Bottino (ANBI – Associazione Nazionale Consorzi di Bonifica – Toscana), Luca Solari (Università di Firenze).

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