Traversando borgo la Croce da piazza Beccaria si arriva, dopo sei settecento metri, a piazza dei Ciompi dove la loggia del Pesce fa da portale d’ingresso al cuore di Firenze medievale. Nella piazza, ormai da anni si svolgono i mercati dell’antiquariato e fra i tanti banchi vi sono quelli specializzati in libri. Saltuariamente anche il mio caro amico Sergio, fiorentino purosangue, vi fa tappa. Sergio è un collezionista, soprattutto di dischi e libri, che vende i propri articoli sempre con un senso di perdita, perché vorrebbe naturalmente tenerli tutti; proprio per questo, all’acquirente, trasferisce sempre tutte quelle notizie tecniche, quei commenti e quelle storie sull’oggetto che fanno dell’acquisto alla bancarella una esperienza unica.

Commento

Questo inusuale volumetto, che ho strappato allo stratosferico prezzo di € 2, apre quindi, e con giusto merito, la sotto rubrica “Gli introvabili”, dato che ormai lo si può recuperare solo nel circuito dell’usato; la raccolta presenta 13 brevi racconti definiti dall’editore stesso, in maniera un po’ frettolosa, del terrore. In realtà la varietà dei timbri che si trovano durante la lettura, rende di difficile catalogazione il volume. Si avverte, è vero, una certa omogeneità di scrittura che tende a non creare troppe differenze di stile fra un racconto e un altro ma quello che colpisce è l’assoluta originalità delle storie. E non è un caso che abbiano colpito un maestro del brivido del calibro di Hitchcock.

Si inizia con Dal momento che sono un assassino, che è la cinica e fredda descrizione del progetto e dell’esecuzione di un assassinio fatta dall’autore stesso al capo della polizia. Qui l’originalità sta nel fatto che il reo confesso sfida apertamente la giustizia perché in effetti si dovrebbe poi trovare il cadavere, visto che una confessione, da sola, non è naturalmente sufficiente a mandare in galera nessuno! Racconto dallo stile ricercato e con una suspence molto particolare visto che fin dall’inizio sappiamo già tutto… o quasi…

Segue un racconto ambientato nel cuore dell’Africa nera, Lukundu, che unisce il mistero delle pratiche sciamaniche a quello della superstizione dell’uomo occidentale. Testo angosciante, intriso del sudore della paura più che da quello provocato dalla savana, che sconfina nel surreale e che si concede, in un orgia di delirio, un finale macabro e inaspettato.

Un’altra prospettiva si ritrova in Quanto costa una testa, che affronta il tema dell’opportunismo esasperato. In una ambientazione esotica, fra isole da sogno, nella paradisiaca Polinesia, ci immergiamo nella lotta per la sopravvivenza di due tipi molto particolari: un vecchio bianco inglese, dedito all’alcool e definito “dall’aspetto di un alga putrida”, e il suo amico-schiavo nero d’ebano che lo accudisce con un amore sconfinato. Dopo un burrascoso naufragio, i due protagonisti, arriveranno a “chiarire” il loro rapporto in maniera molto, molto eccentrica. Il racconto si dipana come una perfetta sceneggiatura e leggendolo si viene catturati magneticamente, e ne si diventa spettatori reali, così reali che alla fine della lettura, se vi guardate i piedi potrete trovarvi dei granelli di sabbia!

Scorrendo più velocemente tra i titoli, segnalo lo spietato La signorina Lucy si innamora, sulla ottusa brama di denaro; l’inquietante Sredni Vashtar, che si avvale della partecipazione di un innocuo pappagallo e di un malaticcio bambino di dieci anni.

Segnalo in ultimo, Il momento della decisione, che descrive la tranquilla convivenza fra due benestanti famiglie inglesi che lentamente si trovano in contrasto per via della vicinanza dei terreni. In uno stile molto british, si indaga sulla spiccata indole britannica per le scommesse e per l’assurda esasperazione di questioni di principio.

Le raccolte come la presente, non mi attirano mai molto, ma questa volta devo ricredermi e consigliare il libro a chi volesse esplorare quel campo minato che è il “terrore”, senza per altro cadere nei soliti stereotipi. Si aggiunga il piacere della bella scrittura, anche se datata, dato che molti dei racconti presenti hanno visto la luce a cavallo fra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento.

Edizione commentata

Alfred Hitchcock presenta: Altri 13 racconti del terrore, Feltrinelli, 1964

Titolo dell’opera originale: Alfred Hitchcock presents Stories they wouldn’t let me do on TV, Max Reinhardt, London, 1957.

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it

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Fahrenheit 451