“Quindici anni, quasi sedici è la più bella età” cantano tutti insieme appassionatamente quelli della famiglia Trapp nel film “Tutti insieme appassionatamente”. Son della stessa idea anche quelli del gruppo musicale “I vicini di casa” che, qualche anno dopo, cantano con un pizzico di malinconia (però): “Quindici anni, quindici anni, poesia di un’età che non ritorna”. In effetti c’è poco da eccepire. Tutto quello che succede intorno a quell’età ce lo portiamo dietro tutta la vita perché in un tempo molto circoscritto sono concentrate tantissime prime volte. In tutti i campi della vita, in quella affettiva in generale e nell’amicizia in particolare. Le amicizie che nascono a quell’età, e che riescono a resistere negli anni, hanno un sapore particolare. Non c’è via di scampo a quindici anni, l’amicizia è un’urgenza, ti è indispensabile, perché l’alternativa all’amicizia è la solitudine. Diventa irrinunciabile condividere con qualcuno le lunghe ore perse di quei pomeriggi interminabili. E quando con qualcuno non si condividono solo gli interessi, le cose da fare insieme, ma la noia, il non saper che fare, i legami diventano più saldi (negli anni l’amico lo sceglierai sulla base dei tuoi interessi, delle cose che ti piace fare e l’amicizia sarà una cosa diversa, sempre bella, ma diversa). L’amico a quindici anni non lo scegli lo trovi, è il compagno di banco, il vicino di casa, quello che si mette a sedere accanto a te nella panca degli spogliatoi prima di una partita di calcio, è il compagno di zingarate nate per caso, è un tesoro che trasforma veramente quell’età nella più bella età.

Gli amici miei, quelli del film “Amici miei”, insomma il conte Mascetti, il Melandri, il Perozzi, il Necchi e il professor Sassaroli, con le loro zingarate è come se avessero messo a profitto, in età adulta, quelle lunghe ore perse di quei pomeriggi interminabili passati a decidere cosa fare. Gli amici miei a quindici anni passano il tempo solo a decidere cosa fare, da adulti si sono stancati di passare il tempo senza decidere nulla e vanno alla stazione a tirare gli schiaffi.

Gli amici miei con le loro zingarate hanno hanno trovato il modo per prolungare all’infinito i propri quindici anni, la più bella età.

Cippa Lippa a tutti!

(Visited 132 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.