L’anatra all’arancia è una delle ricette della cucina rinascimentale fiorentina, che fu portata in Francia da Caterina de’ Medici, quando convolò a nozze con Enrico II.

Ho voluto lavorare su questa antica e squisita ricetta rinascimentale, variando alcuni elementi base: al posto delle arance ho usato i melograni, il rum al posto del brandy.

Il sapore della melagrana, con la sua acidità, ed il gusto del rum, con i suoi profumi di caramello, affumicato, cannella ed altri profumi molteplici, si sposano in modo sublime a quello dell’anatra, regalando sensazioni complesse e raffinate.

Anatra al melograno e rum

Ingredienti per 4 persone:

1 anatra di circa 2 kg
2/3 melograni
1 bicchiere di vino bianco
1 dado per brodo
½ bicchiere di Rum (oro)
1 cucchiaino di zucchero (o di miele)
1 bicchierino da caffè di aceto balsamico o aceto di mele
sale e pepe.

Preparazione:
Pulite l’anatra, eliminando le interiora, le zampe e la testa, quindi fiammeggiatela, lavatela e asciugatela.

Ponetela in una pirofila o teglia da forno, salatela, pepatela, cospargetela con un po’ d’olio e mettetela in forno per circa un’ora e mezzo, girandola di tanto in tanto e bagnandola con un po’ di vino e l’olio di cottura. Una volta tolta dalla teglia, eliminare il grasso eccedente (io non lo tolgo, ma lo uso tutto). Nello stesso recipiente mettete il succo delle melagrane, il rum, il dado, lo zucchero (o miele), l’aceto e il vino rimanente. Pepate, salate e fate cuocere a fuoco alto, fino ad ottenere una salsa abbastanza densa (aiutatevi con un po’ di farina, se risulta troppo liquida). Tagliate l’anatra in 8 pezzi e mettetela a insaporire nella salsa. Servitela ben calda.

Per quanto riguarda l’abbinamento, ho provato diverse cose: la birra di frumento non filtrata, un Lambrusco secco, ed un Chianti Classico.
Per il mio palato il Chianti Classico è risultato il più adatto, senza nulla togliere agli altri due abbinamenti.

Come sempre…

Buon appetito e fatemi sapere!

(Visited 750 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.