Il mio primo amore aveva i capelli color grano e le labbra asimmetriche. Il suo labbro superiore sembrava il prodotto dell’iniezione di silicone di un chirurgo distratto; quello inferiore una sottile linea rosa che si distingueva dal resto del viso solo perchè era di un rosa più pronunciato. C’era qualcosa che non tornava. Volli conoscere la ragazza in questione per capire se a quel disordine superficiale ne corrispondeva anche uno interiore. Per fare questo esperimento geometrico-psicologico andammo nel giardino della Chiesa di San Francesco a Fiesole. In realtà fu lei a baciarmi e la mia carriera scientifica si stroncò, fortunatamente, sul suo labbro superiore. Sotto di noi la guardinga e gelosa Curva Fiesole mi voleva ricordare che esisteva un’altra fiorentina: la Fiorentina!

Se è vero, come è vero, che il primo amore non si scorda mai, è altrettanto vero che anche il suo dirimpettaio, e cioè il primo odio, non si scorda mai. Il mio primo odio, e ci tengo a precisare il mio primo e unico odio, indossa maglie colorate di strisce bianche e nere e porta il nome della Juventus. Non so dire quando è iniziato questo odio, ma nel tempo si è alimentato sempre più e sempre per colpa loro; per il mancato spareggio del campionato 1981/82, per Moggi, per Conte, per la stucchevole campagna dei 30 scudetti vinti sul campo, per i tifosi juventini che cantano l’inno di Mameli durante il minuto di silenzio per i morti di Lampedusa. Negli anni ho visto sinceri odiatori della Juve lasciarsi corrompere da nuovi odi. La Roma quando andammo in serie B, l’Inter post Calciopoli, il Milan l’anno scorso. Però sono odi che vanno e vengono, che lasciano il tempo che trovano. Bisogna, invece, esser fedeli sia in amore che in odio.

Questa in corso è la settimana che precede la partita contro la Juventus. L’equivalente laico della settimana santa. Ognuno vivrà in questa settimana il suo personalissimo calvario che lo porterà fino al fischio di inizio Domenica. E Domenica, comunque sia, non potrà mai essere una domenica come le altre. Non c’è verso (nonostante Renzi).

Io vivrò questa settimana pensando al fatto che le mie labbra ed il labbro superiore del mio primo amore quel giorno diventarono viola di piacere e a mio padre sempre mite e cortese, ma che quando c’era la Juve allo Stadio era un po’ meno mite e cortese.

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.

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Mama’s Mia

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GolGolGolGol