bridge_loveLa differenza sostanziale fra i ricchi e i poveri non sta in COSA fanno, ma in DOVE lo fanno. Qualcuno ricorderà “Anche i ricchi piangono”, famosissima telenovela messicana degli anni Settanta-Ottanta con Veronica Castro. Come no! Sì, piangono anche loro (magari in ville suntuose). Di certo sudano (nei loro golf di cachemire) o vanno in bagno (con water di design). E di sicuro anche loro mangiano. Raramente però lo fanno nella pizzeria all’angolo, dove la birra è annacquata e il forno elettrico. Ancor meno nelle mense della Caritas, se non impegnati in giri elettorali o di beneficenza. Spesso però lo fanno in posti strani e curiosi.
Un esempio? Se qualcuno è passato in questi giorni dal lungarno Serristori − quello che unisce Ponte San Niccolò e Ponte alle Grazie (per molti Fiorentini, noi compresi, la toponomastica dei lungarni è spesso un po’ ignota…) − si è sicuramente imbattuto in una serie di scatoloni bianchi galleggianti. I poco informati si sono fermati a guardare, dubbiosi. I bene informati, invece, sapevano che si trattava di Bridge of love, un’installazione creata in occasione di Pitti Uomo 2016. E che lunedì 13 giugno ha ospitato una cena di beneficenza per 270 (più o meno) supervip, a offerta minima di 1000 euro (ma crediamo/speriamo che nessuno si sia limitato a così poco). Una location molto romantica, con giochi di luce e fiori acquatici. Sicuramente molto originale. Madrina, la super top model Bianca Balti. E complesso musicale per intrattenere gli ospiti.
Come da manuale, dopo un fine settimana di pioggia, il tempo si era messo al bello e per l’occasione topi e zanzare − che normalmente pullulano sulle rive dell’Arno − si erano presi una sera di vacanza. Di sicuro mentre si avviavano alla festa, i supervip (alcuni, va detto, piuttosto in disarmo) si sono sentiti gli sguardi dei non-invitati appiccicati addosso. Di quelli che li guardavano un po’ invidiosi dalla spalletta del lungarno scattando foto: “Ah, come avrei voluto esserci anch’io!”. Non immaginando, candidi, che la presenza di uno solo di loro avrebbe potuto provocare, nell’ordine: pioggia torrenziale, esondazione del fiume, invasione di talpe e di ferocissime e fameliche zanzare tigre.
A ognuno il suo luogo. Meglio la pizzeria all’angolo. Specie se si deciderà a mettere il forno a legna.

 

(Visited 495 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.