Lucia sta armeggiando con il bauletto del motorino, poi indossa il casco e parte.
Cecilia fila via facendo “ciao” con la mano dalla sua 500 nuova, mentre Susanna, che sta togliendo il lucchetto dalla bici, la saluta sorridendo.
Monica P. e Monica B. si sono attardate vicino al portone, assorte nelle ultime chiacchiere della serata, mentre Tiziana e Silvia, le due sorelle, hanno già salutato e si sono allontanate.
Serena è poco più in là pensierosa, che infila la chiave nella portiera della macchina.
Intanto Isabella, su, al primo piano, con movimenti misurati, finito di rimettere a posto la cucina, apparecchia la tavola per la colazione di domani.
Io, seduta al posto di guida della mia macchina, le guardo, assorta, ho le chiavi dell’accensione in mano, ma non mi decido a partire.
Anche stasera, come decine di altre volte, ci siamo ritrovate, tutte e dieci, una squadra.
Come decine di altre volte ci siamo messaggiate e abbiamo fissato il giorno adatto a tutte, ci siamo divise le pietanze da preparare, ci siamo aspettate e poi ritrovate, abbiamo apparecchiato, chiacchierato, riso e poi mangiato, senza smettere un attimo di parlare, giocare, raccontare, pensare: stesso copione, stesso luogo, stessa atmosfera, e perché non dirselo, stessa voglia e stessa magia.
Se avessimo lasciato che fosse il tempo a dettarci i tempi, avremmo smesso da un pezzo di stare insieme e saremmo chiuse nel nostro “daffare”, nel nostro essere altro; se avessimo lasciato spazio agli anni passati, avremmo corso il rischio di invecchiare nei ricordi che ci hanno visto giovani atlete, senza darci la possibilità di essere anche altro. E invece no, siamo riuscite nell’intento di riciclarci e siamo ancora qui, Ancoranoi.
Metto in moto l’auto, esco dal parcheggio, pochi metri e sono nel traffico serale del Viale Lavagnini, ancora assorta. La serata è limpida e limpidi sono i pensieri, ma è solo quando mi fermo al semaforo di Piazza Libertà che realizzo veramente quale magia accade ogni volta che ci vediamo e perché, “dopo”, è così netta questa sensazione di benessere.
Insieme formiamo come un cordone, un laccio, che non stringe, che non soffoca, che non toglie aria, ma che unisce. Come il filo di Arianna, come i sassolini di Pollicino, come il solco dell’aratro, come la lista dei capitoli di un libro.
Ognuna il suo di libro, e nelle nostre serate ognuna, quando vuole, come vuole, e solo se vuole, legge alle altre la lista degli ultimi capitoli: nuovi, già scritti, originali, consunti, entusiasmanti, tristi… capitoli di vita, che diventano inevitabilmente capitoli d’amicizia.
Un’amicizia che non ha bisogno di quotidianità per essere necessaria, che non invade, ma dalla quale ci si lascia pervadere volentieri quasi fosse una nuvola di profumo, una amicizia che non pretende e non chiede, un’amicizia che rimane ad altezza giusta, ad altezza di… squadra.
Penso questo mentre, ormai a casa, apro il pesante portone d’ingresso e sorrido, quando mi accorgo che, come al solito in queste serate, già questo semplice gesto mi sembra assai meno faticoso.

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Sabrina Sezzani

Da lettrice appassionata a scrittrice per passione: Fiorentina DOC lavoro per vivere ma scrivo per divertimento; la mia passione è raccontare storie di donne,e quindi, naturalmente, anche degli uomini con cui hanno a che fare…