Il lockdown e il conseguente rallentamento generalizzato delle attività hanno creato parecchi problemi a molte aziende, ma a quanto pare non ad Apple. L’azienda di Cupertino ha registrato, infatti, un incremento notevole degli utili nel secondo trimestre di questo anno globalmente funestato dal Covid. I profitti sono saliti a 11,2 miliardi di dollari e i ricavi sono arrivati a 59,7 miliardi (+11%). Il fatturato è aumentato in ogni area di attività, ma più che mai le vendite di iPhone sono tornate ad essere il fiore all’occhiello dei conti Apple. Gli introiti legati al “melafonino” hanno superato di oltre 4 miliardi le attese degli analisti. Poco ha inciso il fatto che, a causa del lockdown, il colosso di Cupertino abbia dovuto procedere a chiusure straordinarie della maggior parte dei 510 store in tutto il mondo (di cui oltre la metà negli Stati Uniti).

Il risultato, già incredibile di per sé, lo diventa ancora di più se si considera che le cifre relative ai risultati del secondo trimestre di Apple sono arrivate quasi in contemporanea alla notizia del crollo del pil degli Stati Uniti del 32,9%.

Tim Cook, ceo di Apple, ha confermato le difficoltà patite dall’azienda nel mese di aprile, ampiamente compensate dai numeri di maggio e giugno.

Tra le ragioni di questo successo c’è sicuramente anche il lancio dell’iPhone SE, per l’appunto avvenuto ad aprile.

Buoni anche i risultati relativi ai guadagni derivanti dai servizi, che comprendono le soluzioni iCloud e Apple Music. Nel complesso il segmento è cresciuto del 14,8%.

Gli abbonati alla sua piattaforma hanno raggiunto la cifra di 550 milioni, in aumento rispetto ai 515 del precedente trimestre. In questo senso il lockdown, con milioni di persone chiuse in casa, ha fortemente contribuito ai buoni risultati.

Analogamente, la necessità nei mesi scorsi per milioni di persone di lavorare da casa ha favorito anche la crescita nelle vendite di hardware (iPad e Mac).

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.