Gli Stones si sono esibiti per la prima volta all’interno di un’area archeologica, al Circo Massimo, ai piedi del colle Palatino. Era tempo che la Band cercava un sacrosanto riconoscimento anche da parte della Soprintendenza per le Antichità di Roma che da sempre si occupa della tutela dei Monumenti Antichi più importanti al mondo. Secondo studi recenti, gli Stones erano già attivi prima della costruzione del Circo Massimo. Un recente scavo del prof. Carandini sul Palatino ha riscoperto il biglietto di uno dei primi concerti degli Stones all’interno della domus di Augusto, databile tra il I sec. avanti ed il primo dopo Cristo. Il biglietto recava già la scritta (in latino) ben riconoscibile “Lapidis Volventi” annunciando che sarebbe stato uno degli ultimi concerti prima dello scioglimento, del resto mai avvenuto.
Impossibile per gli archeologi tracciare una storia accurata della Band, la più longeva della storia dell’umanità. Pensate solamente ai fans illustri che gli Stones hanno avuto nel corso dei secoli: da Augusto ad Attila, da Costantino il Grande a Lorenzo i Magnifico, sino a Garibaldi. L’ultima crisi della band, dovuta alla massiccia assunzione di droghe durante i favolosi anni ’60 e ’70 avrebbe stroncato chiunque, ma non loro, che del resto sono sopravvissuti alle invasioni barbariche, alla peste nera e alla grande epidemia di Spagnola dei primi ‘900.
Insomma, più che una band Rock, dei veri beni archeologici da tutelare e venerare all’interno di una delle aree archeologiche più belle al mondo. E poi dice che i Monumenti non interessano e che la Cultura è in crisi.

Mick, si fa per scherzare, anch’io sono un fan degli Stones, li ho sempre preferiti a quei nerd dei Beatles, anche perché mio padre me li ha fatti ascoltare ininterrottamente dalla nascita, cullandomi al ritmo di i can’t get no satisfaction.
O grande Jagger, morituri te salutant

Immagine tratta dal mitico film Stones in Exile

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Emiliano Scampoli

Archeologo e programmatore, insomma uno dei tanti ossimori viventi. Ha pubblicato “Firenze, archeologia di una città” e altro sulla Storia di Firenze in base ai dati archeologici. Qui scrive una rubrica su quello che c’è sotto Firenze e come influenza ciò che sta sopra.