Ogni occasione è buona per organizzare feste tra amici o conoscenti, ognuno cucina una pietanza e la serata passa in buona compagnia, spesso assaggiando piatti anche particolari e gustosi.

Ma succede che preparare dei piatti per queste occasioni non sia così facile, è soprattutto il tempo quello che manca.
Vi voglio proporre un piatto che potete, anzi, dovete preparare il giorno prima.

Arista al pecorino

Arista da 800 a 1 kg
Pecorino stagionato 150g (potete usare anche quello semi stagionato)
Aglio 2 spicchi
Vino rosso 12 gradi Un bicchierino da caffè
Ramerino, salvia, alloro e sale grosso q.b.
Sale fino, pepe q.b. 
Olio extravergine di oliva q.b.

Per prima cosa preparate un trito di ramerino, salvia, alloro e sale grosso, se volete vedere la ricetta completa “L’Amicizia un trito di “Erbe aromatiche””

Prendete il pecorino e tagliatelo a fette 150g circa.

Prendete l’arista e apritela a libro, conditela bene con il trito e metteteci le fette di pecorino; chiudete bene e legatela con lo spago da cucina. A questo punto conditela col trito anche esternamente. Prendete una teglia da forno, metteteci un filo d’olio EVO e spargetelo per bene in tutta la teglia, metteteci i due spicchi d’aglio schiacciati e puliti, un po’ di trito di erbe aromatiche e il bicchierino di vino, per finire adagiateci l’arista così condita. 
Fatela cuocere a 180° per circa un’ora, girandola e irrorandola col proprio sugo ogni tanto.
Quando è fredda (temperatura ambiente), tagliatela e fettine, bagnatela col sugo di cottura e servitela.

Il vino:

Barbera d’Alda
Uvaggi: Barbera dall’ 85% al 100% Nebbiolo da 0 a 15 %.
Invecchiamento: almeno 3 mesi
Gradazione alcolica: minimo 12°
Colore: rosso rubino
Profumo: fruttato e caratteristico
Sapore: asciutto, sapido, armonico
Abbinamenti: antipasti di affettati, bolliti e selvaggina e arrosti
Temperature di servizio: 16/18°
acidità: totale minima 4,5 g/l
estratto: non riduttore minimo 23,0 g/l

Come sempre buon appetito e fatemi sapere.

Arista col cuore di formaggio

Arista col cuore di formaggio

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.