After earth – Manoj Nelliyattu Shyamalan

La maggior parte delle persone crede che la cosa che rende veramente difficile arrampicarsi sugli specchi sia la mancanza di attrito, ma non è così. Perchè le parole sono importanti, Nanni Moretti lo diceva, David Foster Wallace aveva fatto della scelta delle parole quasi una ossessione, e chi ha per la prima volta usato quella frase doveva pensarla come loro. Poteva dire vetri, finestre, carta da parati unta o qualsiasi altra cosa liscia e verticale esista, invece ha detto specchi. Perchè probabilmente sapeva che quello che rende veramente insostenibile il fatto di ritrovarsi in difficoltà a giustificare qualcosa di improponibile è il vedersi in faccia mentre lo si fa. Vedere la tensione, le labbra che tremano, il panico farsi spazio tra i pori della pelle e sbiancare il colorito roseo del nostro viso. Arrampicarsi su un vetro sarebbe impossibile certo, ma non così doloroso.

E se proprio ci tenete a vedere qualcuno alle prese con il riflesso del proprio disagio questa settimana potete farvi un viaggio nel Wayne (Pennsylvania), suonare al campanello della famiglia Shyamalan e, quando vi verrà ad aprire la porta una bella donna di nome Bhavna Vaswani, dire una cosa del tipo:

– is in the house MrShyamalan?

Lei li per lì rimarrà perplessa dal vostro accento fiorentino ma poi dato che è una donna bella e riservata annuirà con la testa e andrà a chiamarlo senza farvi troppe domande. Anche Mr Shyamalan, quando vi vedrà sulla porta arrivando in pantofole, avrà un aria perplessa, perchè non avrà assolutamente idea di chi siate. Ma anche lui è un tipo molto gentile e quando lo inviterete al cinema con voi vi chiederà di aspettarlo un momento sulla porta e tornerà con la giacca piegata sul braccio e delle scarpe di tela bianca pronto per uscire. Il viaggio in macchina sarà silenzioso, fuori dal finestrino scorreranno i colori della Pennsylvania, nessuno dei due saprà cosa dire, ma non è importante, a due uomini che fanno un viaggio in macchina non servono molte parole.

Arrivati davanti al cinema vi offrirete di pagare e Mr Shyamalan accetterà con aria grave, niente popcorn o sciocchezze simili, non sarebbero opportune, così passerete veloci davanti al ragazzo rossiccio nascosto dietro decine di gommose colorate e bicchieri di coca cola a testa in giù e andrete dritti in sala. Lì dentro, una volta finiti i trailer, mentre scorreranno i 100 minuti più assurdi della storia del cinema di fantascienza, vi volterete a guardare il volto di Manoj Nelliyattu Shyamalan e capirete, capirete perché le parole sono importanti e perchè sia così difficile arrampicarsi su uno specchio.

(Visited 149 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.