Sono una fan dell’alternanza delle stagioni, ma direttamente dal liceo classico Caronte e Flegetonte sono arrivati a far rimpiangere i cappotti un po’ in anticipo. Fortuna che Firenze non lascia soli quelli che stanno passando il luglio più caldo degli ultimi 70 anni a lavorare. L’estate fa scattare l’ora x di tavolini all’aperto, chioschi e locali dove poter combattere questi 40 gradi. Quando cala il sole, e nei cinema estivi non c’è niente (è questo il guaio di aver passato l’inverno al cinema, viene l’estate e ti rimangono solo le commedie italiane da due stellette), si ha solo l’imbarazzo della scelta. Con vista, al fresco, in centro, o in angoli della città meno scontati… Firenze diventa un palcoscenico di tavolini di legno e bevande alla frutta, e a volte sembra quasi di essere in vacanza. Se la vista migliore la offrono la spiaggetta sull’Arno Easy Living, e la Rari di Lungarno Ferrucci, il fresco è assicurato al Bei Bei di Serpiolle o alla Limonaia di Villa Strozzi. Il classico non muore mai con l’OFF Bar alla Fortezza, ma quest’anno ho scoperto anche il nuovo Light ai giardini di Campo di Marte, il delizioso Utopiko (voglio una casa piena di pancali), il chiosco all’Anconella, e l’Aurora in piazza Tasso. Ma il mio piccolo angolo di paradiso resta il Giardino dell’ArteCultura, il chiosco all’Orticoltura. Anche se funestato dalle riduzioni di orario causate da un vicinato intollerante, il chiosco è tornato con le sue lucine immerse nel verde. Sabato scorso ho preso uno yogurt alla gelateria fuori dal giardino, che sembra una vecchia latteria di paese, poi una sosta sulle panchine e infine un tè freddo al chiosco. Qualche domenica fa invece era pieno di gente a fare pic-nic, a suonare, giocare o sonnecchiare, e sembrava un po’ di essere a San Francisco.

Vorrei andare a vivere nel palazzo davanti all’ingresso del Giardino, proprio lì, a due passi dal caos, in mezzo alla città, ma con un piccolo angolo di paradiso accanto. Quando un posto è adatto ad accoglierti a qualsiasi ora del giorno, dal pic-nic alla birra serale, va tutelato e non osteggiato.

artecultura

Foto dal profilo Facebook del Giardino dell’ArteCultura

(Visited 124 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.

TESTTTTTTTTT

Uao

TESTTTTTTTTTT

Daniele