In queste settimane il Sole si trova in Acquario: segno portato ai cambiamenti drastici, alle decisioni improvvise, attratto da nuove esperienze e conoscenze, dotato di curiosità scientifica; flessibile, adattabile ad ogni evenienza o emergenza. Elettrico, magnetico, possiede estro, idee da mettere in pratica, potenzialità da mettere in atto, la sua vita è fatta di blocchi e sblocchi; di occasioni da cogliere al volo.

Un esempio di Acquario che potrebbe mettere in atto il suo enorme potenziale a Firenze è l’attaccante della Fiorentina Giuseppe “Pepito” Rossi. Già la data di nascita è promettente; il primo febbraio, come Batistuta (una bella coincidenza, significativa, ma non troppo). Nel suo tema natale la Luna (emotività) e Giove (senso della felicità) congiunti in Pesci (segno che corrisponde ai piedi) mi fanno pensare che sia felice con la palla al piede, che l’amore per il calcio sia innato in lui. Marte in Ariete (segno dominato proprio da Marte) è in rapporto positivo con Saturno in Sagittario: una posizione da vero atleta, dotato di serietà e disciplina sportiva.

A questo punto i tifosi mi interrompono, tempestandomi di domande: “va tutto bene, ma noi si voleva sapere d’ i’ ginocchio. Quando torna? Torna per bene? Recupera per l’Europa Cup?”. Cerco allora di  spiegare che l’astrologia è molto più adatta a raccontare il carattere di una persona, ma molto meno a prevedere il futuro, specialmente se le vengono rivolte domande troppo precise. I tifosi viola, già esasperati da una vita piena di sofferenza, di sogni e di delusioni, e con la squadra in piena corsa per un posto in Champions’ League sono poco propensi a discorsi speculativi, ed invitano senza troppi complimenti AstroloGhetti e il suo grosso libro, che egli ha scrutato a più riprese con sguardo assorto, ad allontanarsi. L’ultimo commento che si distingue nel brontolio generale è “vaia vaia, che presa di culo l’astrologia”.

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Enrico Ghetti

Nato a Firenze nel marzo 1971, degli anni della formazione ciò che ricorda più volentieri è il Liceo Classico Galileo, dove ha avuto modo di conoscere molti dei suoi amici più cari, più stimolanti e più originali con cui ha coltivato negli anni varie passioni artistiche: la sua soddisfazione più grande ad oggi è stata recitare come attore protagonista in DepressOne, un paradossale spot per un farmaco prodepressivo; gli piace molto anche fare musica (suona la chitarra); verso i trent’anni ha incontrato l’astrologia e ne è rimasto profondamente affascinato. Negli ultimi anni ha scoperto che scrivendo può comunicare molto di più che parlando; comunque, se opportunamente stimolato, parla pure e, talvolta, anche di sua iniziativa.