borgonovo

Borgonovo amava il calcio a prescindere.  Quello dei campetti improvvisati per strada nei pomeriggi rubati ai compiti di scuola, dove c’è sempre un adulto che non gradisce e che non ci pensa sù due volte prima di bucarti il pallone. Quello che “devo stare attento a come mi taglio i capelli, perchè altrimenti non colpisco bene di testa”. E poi anche quello dei grandi campi di calcio e di tutto lo stadio che grida il tuo nome. Stefano amava a prescindere anche il salame.  Lo preferiva tra due fette di pane, ma sicuramente non avrebbe disdegnato, se ci fosse stato, perfino il gelato al salame. E gli piaceva ridere. E tanto. L’ha fatto fino alla fine: “prendo il buono della vita e mi sento comunque fortunato, so che addirittura qualcuno ha meno di me. Quindi rido”.  Stefano aveva la Fiorentina nel cuore. Stefano ha condiviso tutto con il suo  grande amore:  Chantal.  Stefano Borgonovo era un attaccante nato. E da attaccante nato ha affrontato tutta la sua vita. Quella di tutti i giorni con la sua famiglia, quella sui campi di calcio e poi quella della malattia. Se fosse stato colpito da una malattia che gli avesse offerto anche una sola possibilità di sconfiggerla, lui da attaccante nato qual’era l’avrebbe sfruttata. E invece no, la stronza (come lui chiamava la SLA) non concede scampo. Lentamente, obbligandolo a sentirsi nel suo corpo come in una gabbia, lo ho svuotato di tutto: forza, gioventù, gioie, speranze, futuro. Stefano non c’è più, ma la sua forza pacata, le sue gioie, le sue speranze, il suo futuro sono stati raccolti da Chantal nella fondazione Stefano Borgonovo (la fondazione si occupa di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica).

Ed ora la storia di Stefano Borgonovo è raccontata in uno spettacolo teatrale: Attaccante nato, ispirato all’omonimo libro (ed. Rizzoli 2010)  scritto da Stefano stesso insieme al giornalista sportivo Alessandro Alciato. Lo spettacolo, con la regia di Andrea Bruno Savelli, debutterà il 6 Febbraio alle ore 21.00 al teatrodante Carlo Monni.  Stefano sarà interpretato dall’attore Massimo Poggio. Si replica il 7 febbraio sempre alle ore 21.00.

 

 

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.