La nostalgia ha i colori ed il sapore dei peperoni. Può essere verde di speranza, rossa di passione, gialla perché come il sole può bruciare. E ne ha il sapore perché è agrodolce, ma soprattutto come i peperoni torna a gola. La nostalgia ti prende per la gola e non ti molla. Mi piace fare indigestione di nostalgia (e di peperoni) se è per colpa di un evento che mi riporta ad un tempo lontano, quello in cui il mondo dei balocchi si mescola con quello dei primi compiti a casa e quindi delle prime responsabilità. In sostanza i primi anni della scuola elementare.

La mia scuola elementare era all’inizio di via Chiantigiana. Oggi al suo posto c’è un ufficio dell’ASL. Via Chiantigiana per me non è una strada come le altre. All’inizio, in piazza di Badia a Ripoli, c’è quella che è stata la mia parrocchia. Poco prima della scuola, c’era una cartoleria che vendeva anche le merendine (anche il Buondì Motta torna a gola). Al 128, in località Ponte a Ema, di fronte alla Casa del Popolo, ci sono nato e, al confine con il comune di Bagno a Ripoli, nel cimitero, sono sepolti i miei nonni.

La campanella della fine delle lezioni suonava alle 12.40. Il sabato dovevo scappare via di corsa perché tutti i sabati alle 13.00 sul primo canale RAI c’era il programma “Oggi le comiche”.  Ce la facevo sempre ad arrivare in orario, ma era una fatica dover correre per via Chiantigiana e via S. Marcellino fino a via del Paradiso, dove abitavo e dove al primo piano in cucina mi aspettava la mia televisione. Quel sabato di vigilia del giorno di Pasqua ero contento perché, essendo in vacanza, non dovevo fare le corse per vedermi in santa pace il mio programma preferito con i miei attori preferiti: Stan Laurel e Oliver Hardy. Passavano i minuti e il programma non iniziava. Ad un certo punto comparve sullo schermo un’annunciatrice che sostanzialmente disse che in quel giorno così importante non si poteva ridere. Insomma “Oggi le comiche” non sarebbe andato in onda. Alle 13 (e qualche minuto) di quel sabato ebbe inizio il mio rapporto dialettico con la religione cattolica e si consolidò il mio rapporto diabolico con la televisione. Son convinto che anche Stanlio e Ollio non gradirono quel trattamento perché erano pronti, rispettosamente, a salutarci a loro modo: AUGURORCI!

 

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.