bacioOrmai è caldo, il termometro segna oltre trenta gradi, e girare in bicicletta è una delle soluzioni per sentire un leggero venticello sul viso. Saranno queste temperature tropicali che offuscano la mente, annebbiando la capacità cerebrale, che mi hanno fatto osservare le coppiette che si scambiano effusioni, baciandosi. Così è iniziato il mio tour ciclo-intervista sul bacio. Ai miei tempi, alla fine degli anni 80′, alle elementari era cosa rara scambiarsi un bacio a “stampo” sulle labbra e quando succedeva era un evento pari a un intero pomeriggio passato in compagnia di Jeeg Robot e Mazinga Zeta. Passando alle scuole medie, iniziavano i primi baci a stampo e verso l’ultimo anno, in terza, poteva scapparci una “limonata”,con un po’ di lingua ma non troppa. I baci veri, quelli passionali, dove la lingua diventa vero strumento di esplorazione, iniziavano alle superiori e sia ben chiaro, tutto tra sessi opposti. Le generazioni under 15 sono quelle che mi hanno stupito di più. Ragazzine, femmine, che per salutarsi, si stampano un bacio sulle labbra, e pacca sul fondo schiena. Ma la cosa che mi ha più colpito, è che la stessa modalità succede anche tra maschi e mi raccontano che molte volte, solo per “scherzo”, ci scappa un po’ di lingua. Un paio di fanciulle mi dicono che ora va di moda il bacio a tre, ossia tre ragazzi, maschi, femmine o misti, che si baciano in contemporanea. Ora nel periodo estivo c’è la variante, con getto di coca cola dall’alto, durante “l’esecuzione baciatoria”, una sorta di fontana baciante. Poi c’è il “bacio mangiato”: uno dei due tiene la bocca chiusa, mentre l’altro spalancandola , la porta all’interno della sua, risucchiandola in modo irruento. Piena libertà di espressione, ci mancherebbe, ma il bacio non è uno scherzo. Una celebre frase recitava: “Il bacio è un’ apostrofo rosa tra le parole t’amo…” … Tempi passati direi, ormai il bacio a Firenze, ma credo in gran parte dell’Italia è un modo per passare il tempo.

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