Mentre aspetto Gabriele Mori (piano, voce e manager dei Ragazzi Scimmia) davanti al Volume in Piazza Santo Spirito per l’intervista della settimana, due ragazze sedute fuori ad un tavolino  attirano la mia attenzione. Problemi di cuore, pare: “Non capisco…Sono due giorni che non mi chiama…non mi ha mandato neanche un messaggino!”. Ero tentato di spiegare alla poveretta che purtroppo in questi casi il messaggino non arriva quasi mai.

Per fortuna che nel frattempo è arrivato Gabriele ed abbiamo iniziato la nostra chiacchierata, salvandomi da una probabile sequela di insulti.

I Ragazzi Scimmia, nome preso in prestito da un verso di una canzone di Paolo Conte, sono un quintetto di musicisti fiorentini che nasce nel 2008 come cover band. I punti di riferimento delle celebri ed esplosive performance scimmiesche sono fin da subito proprio Paolo Conte, Vinicio Capossela, lo spaghetti swing in generale e la musica balcanica.

Con l’esperienza e la maturità artistica i RS iniziano a proporre musica propria che adesso compone la quasi totalità del loro repertorio live.

Ad inizio Gennaio duemilatredici, dopo qualche centinaio di concerti e concertini all’attivo e due mixaggi in studio, è arrivato finalmente anche il primo album “Via Mariti”, autoprodotto e distribuito direttamente ai live.

Attualmente i RS sono in tour promozionale del disco d’esordio, iniziato lo scorso 18 Gennaio con un trionfante concerto alla FLOG.

 

Entriamo nel variopinto mondo dei Ragazzi Scimmia…

Siamo cinque musicisti di scuole completamente diverse e questo si riflette sulla musica che facciamo, molto versatile. C’è il batterista Andrea Brogi che ha sia una formazione classica che  jazz. Il chitarrista Guido Masi, un maestro, che proviene dal soul ma anche dal rock psichedelico. Damiano Niccolini, il sax, che è un jazzista puro. Il contrabbassista Piero Spitilli che ha una cultura punk rock abbinata ad un’esperienza jazz ed infine io, Gabriele Mori, che ho studiato jazz e blues ma mi sono formato nel mondo dell’arte contemporanea e nel teatro. Lo spirito blues à la Tom Waits è il fil rouge che tiene unite tutte le nostre esperienze.

Come avete iniziato?

Abbiamo cominciato suonando nei locali di Firenze per animazione. Con l’esperienza e la pratica abbiamo tirato fuori l’aspetto più selvaggio che è insito nello swing e in certe forme di jazz suonato con “cattiveria”. A tutto ciò abbiamo aggiunto una buona dose di musica balcanica. Adesso suoniamo regolarmente ogni settimana e abbiamo girato un po’ tutti i locali della città, dai più piccoli e nascosti a quelli più grandi. La nostra musica è eclettica, si adatta a tutti: la prima settimana di Gennaio ci hanno proposto un concerto da Luisa Via Roma e uno al CPA…

Curioso. Tanti musicisti di casa nostra lamentano la difficoltà nel riuscire a suonare a Firenze, voi invece siete ovunque…

Noi suoniamo quasi esclusivamente a Firenze. Da una parte è una bella soddisfazione, dall’altra ci piacerebbe allargare gli orizzonti ed esibirci più spesso anche fuori dalla nostra città, ma è molto difficile. Siamo senza etichetta e facciamo già grandi sacrifici così, però il problema è generalizzato.

Parliamo allora della scena fiorentina…

Lavorandoci dentro conosco questa realtà musicale in tutti i suoi aspetti. La parte buona è che ci sono tanti artisti, veramente bravi che compongono e creano ottima musica di ogni genere. Un paio di esempi?  Uno è la nostra scena jazz, che secondo me è strepitosa. L’altro è la Scena Muta, un’associazione di musicisti fiorentini che porta avanti tanti progetti legati alla musica.

Inoltre ci sono i gestori dei locali, sempre di più, che hanno capito che la musica live crea appeal tra la gente, dando vita ad un bel giro di concerti. L’aspetto negativo a fronte di tutto ciò è che a Firenze manca totalmente una realtà importante che dia uno sbocco a queste potenzialità. C’è bisogno di figure professionali che portino questa bella musica fuori da Firenze, anche all’estero. Ciò darebbe dignità, anche economica, al lavoro che tentiamo di fare e che sinceramente ci sentiamo di meritare per il valore artistico di ciò che proponiamo. Ci vuole un salto di qualità.

Band e/o musicisti di Firenze che ti piacciono?

Punto su Squarcicatrici, band underground dove suona il nostro contrabbassista Piero Spitilli. Sono  geniali, potenti, mi trascinano via. Fanno un genere che loro definiscono ZenCrust. Secondo me la definizione giusta è afro-punk: le meravigliose armonie africane unite ad uno spirito prettamente punk.  Tra le band che girano di più, apprezzo molto anche gli Street Clerks, bravi tecnicamente e affiatati e Cecco&Cipo, un duo di Empoli: ottimi a suonare, giovanissimi, scrivono i propri testi…quasi glieli invidio!

Parliamo del nuovo “Via Mariti” con tanto di copertina omaggio ai Beatles…

La copertina dell’album cita quella dell’ LP Abbey Road, riveduta col nostro stile, e il titolo, proprio come nel caso del disco dei Beatles, non è altro che la via dove lavoriamo e abbiamo la sala prove! In realtà, questi sono gli unici riferimenti espliciti alla band di Liverpool, alla quale siamo affezionati, però il nostro disco è un concentrato di tutte le influenze musicali che ci caratterizzano da sempre.

Chi ha scritto testi e musica?

Parole e musica sono opera mia per la maggior parte dei brani, mentre per alcuni testi hanno contribuito la mia compagna Noumeda Carbone, un’artista visiva che ha curato anche il montaggio del video per la nostra canzone “Lulù” e il cantautore Marco Niccoli, un amico speciale.

Quali sono i brani dei Ragazzi Scimmia a cui sei più affezionato?

Sono legato a tre brani un po’ più impegnati e riflessivi come “La macchina”, “Terrae Motus” e “Lulù” per  i temi complessi che affrontano, anche se in chiave ironica.  Quella invece preferita da chi ci segue è “Mandami un messaggino”, una canzone frivola che si basa su una frase tormentone che sentiamo pronunciare in continuazione.  Tutti ormai ci associano a questo brano, anche grazie al  balletto annesso…c’è addirittura chi ci saluta mimandocelo!

La più bella soddisfazione che vi siete tolti suonando?

Essere sempre a contatto diretto con le persone. Vedere la gente che partecipa entusiasta a quello che tu hai creato è l’emozione più forte. E’ un circolo virtuoso buono che ci dà un’enorme soddisfazione.

Il posto migliore dove vi siete esibiti a Firenze?

Premesso che ogni live ha storia a sé e una propria poesia, ci sono piccoli posti a cui siamo più affezionati e altri più grandi in cui abbiamo avuto la possibilità di esprimerci al meglio. Sono due tipi di piaceri diversi.  Per esempio abbiamo adorato il SeiDivino dove abbiamo  suonato in situazioni di spazio deliranti ma assolutamente divertenti anche per il contatto umano che si viene a creare in situazioni del genere.

Dal punto di vista prettamente artistico-musicale invece ci piacerebbe esibirci in location sempre più grandi. Per esempio, i concerti in Piazza della Repubblica in occasione della NotteBlu e recentemente alla Flog per il lancio dell’album, sono stati due esperienze meravigliose dove abbiamo potuto suonare e mettere in scena il nostro show senza limitazioni.

Dove vorresti suonare il prossimo concerto?

Allo Stadio Artemio Franchi!

 

Usciamo dal Volume e saluto Gabriele. Le ragazze di prima non ci sono più. Peccato. Adesso avrei potuto illuminare quella in crisi da sms con “Mandami un messaggino”:  Se tu mi chiami, io non ti cagherò/ Se io ti chiamo chissà tu chi amerai/ Dai non rischiamo…mandami un messaggino!

 

Prossimi live dei Ragazzi Scimmia:

2 Febbraio 2013 @Plaz in Via Pietrapiana

27 Febbraio 2013 @Volume in Piazza Santo Spirito

 

http://ragazziscimmia.wix.com/home#

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Andreas Lotti

Andreas Lotti, nato nell’81, è un giornalista pubblicista appassionato di musica che dopo anni di ricerche e tentativi ha trovato finalmente i pazzi di TuttaFirenze che lo faranno sfogare scrivendo della sua materia preferita. Non sa suonare strumenti ma ha all’attivo una collezione di oltre 500 tra cd e vinili che rappresentano l’unica mobilia di casa sua e l’eredità che lascerà alla fedele gatta, Vaniglia. Rock’n’roll!

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Facce da FUK