Taglierini agli agrettiGli “agretti”, così comunemente chiamati, prendono anche il nome di barba del frate, senape dei monaci o Barba del Negus (ma il nome può variare da località a località). Il nome botanico di questa pianta è Salsola soda.

Caratteristiche: carnosi e abbastanza aromatici.

Pur conoscendoli, perché li notavo spesso sui banchi dei supermercati e dai fruttivendoli, non ne avevo mai provato le qualità.

L’opportunità di degustarli si è concretizzata quando Francesco Brandani mi ha suggerito una sua ricetta, che io ho leggermente modificato, e devo dire che è stata proprio una rivelazione molto gustosa.

Ingredienti

Linguine o spaghetti 500g

Agretti 400g
Pomodori freschi 3 di media grandezza
Capperi 2 cucchiai da cucina
Acciughe sott’olio 10 circa
Aglio 2 spicchi
Sale pepe q.b.
Parmigiano reggiano q.b.

Prendete una pentola piena d’acqua e mettetela sul fuoco. Pulite bene gli agretti (consiglio: tagliare le radici legnose, come negli asparagi, e togliere gli eventuali filamenti rovinati o secchi). Quando l’acqua della pentola prenderà il bollore versate il sale, gli agretti e la pasta.

Nel frattempo prendete una padella e metteteci i 2 spicchi d’aglio (io li preferisco a pezzettini e lasciarli nel condimento, ma voi se preferite potete toglierli dopo che saranno rosolati). A questo punto aggiungete i pomodori tagliati a pezzetti, i capperi tritati e le acciughe. Fate cuocere bene, facendo sì che le acciughe si sciolgano e il pomodoro diventi morbido.  Quando la pasta sarà al dente, scolate la pasta con gli agretti e versate il tutto nella padella con il condimento. Saltate mantecando. Servite con un’abbondante spolverata di Parmigiano Reggiano.

In abbinamento consiglio un Vermentino dei Colli di Luni.

Buon appetito e come sempre, fatemi sapere!

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.