Il mio settembre è cominciato al Meyer. Nel seminterrato dell’ospedale, con mezzo litro di sangue in meno. Felice.
È successo tutto per via di un sms:
“Ciao Francesca, se non sei in ferie (se ci sei meglio, intendiamoci) potresti andare a donare il sangue al Meyer?”
Quando squilla il telefono sono in spiaggia. Sdraiata al sole. E donare il sangue è proprio l’ultima cosa che poteva venirmi in mente.
Si chiama Francesca anche lei. Fa la volontaria per Helios Onlus e si occupa delle donazioni. Per questo mi ha scritto.
“Volentieri! Tipo: domani verso le 9?”.
“Benissimo: 9.40 al centro sangue del Meyer. Ok?”.
“Perfetto! L’ultima volta avevo la pressione troppo bassa e la dottoressa mi ha detto che non ero idonea alla donazione. Ma tentare….. A domani, grazie”.
“Grazie a te”.
E ora sono sdraiata su questa poltroncina del centro sangue del Meyer. Apro e chiudo il pugno. E sorrido. Perché questa volta mi hanno detto di sì. E sto donando: A +. Apro e chiudo il pugno e guardo Silvia, che fa l’infermiera qui, e sviaggia avanti e indietro tra aghi, sacche, etichette. E non mi perde mai d’occhio.
“Come stai, Francesca? Ti gira la testa?”.
“No. Sto bene!”.
“E ora?”.
“Beeene!!”.
Apro e chiudo il pugno e penso ai miei tre, a casa con il babbo. Al caos che mi accoglierà al mio rientro. E un sentimento di gratitudine mi riempie il cuore. E mi apre il sorriso. E  Silvia non ha più neppure bisogno di chiedermelo, se sto bene. Non sto bene, sto benissimo. E ho la sensazione che si veda da chilometri di distanza.
E scrivo questo post per ringraziare Francesca per avermi scritto quel messaggio.
E poi lo scrivo perché magari, forse, può darsi che qualcuno, leggendo…. Insomma: basta essere maggiorenni e in buono stato di salute. Basta poco per donare.

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.