Lascio nell’armadio il mio abbigliamento invernale da ciclista, formato tra le altre cose da giacca termica e tutina nera attillata; quella che ti fa sembrare un mimo con un “pacco” abbondante. E’ tempo di indossare una maglietta traspirante e un paio di pantaloncini per pedalare insieme alla mia “Gina”. Basta un raggio di sole per accendere l’animo e lasciarsi trasportare dal vento primaverile. Il vecchietto che fino a pochi giorni fa poltriva davanti la tv insieme a Beautiful e Cento vetrine, tira a lustro la bicicletta e comincia a rispolverare i polpacci. Le due ruote sono uno dei principali mezzi meccanici che circolano nel verde della natura. I papà hanno l’onere e l’onore di insegnare ai propri piccoli ad andare in bici; così corrono dietro ai loro cuccioli di ciclista che senza rotelline di supporto cominciano a spiccare il volo. I prati sono pieni di persone di ogni razza ed età. Il piazzale adiacente la vasca delle cascine diventa scenario per freestyle che con le loro bici snodabili saltano in aria con acrobazie che lasciano senza fiato. Quello che è stato battezzato il pratone dei Peruviani è pieno di ragazzi sud americani che giocano a calcio, con tanto di porte professionali piantate a terra; un’organizzazione da mondiali. I bambini raccolgono il bianco polline a terra, come se fosse neve, mentre le mamme li richiamano all’ordine. È tutta una festa di colori e profumi che nell’aria si propagano illuminati dai raggi del sole. Le t-shirt cominciano a far vedere le prime braccia bianche che a breve si coloreranno. I pattini in linea si alternano con gli skateboards di ragazzi e ragazze. Ruote, rotelle, questa geniale invenzione che ha rivoluzionato il nostro pianeta e fa girare il mondo.

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