Benedetta chi? Quanta gente! Moltissimi giovani, una fila caotica si è formata di fronte alla grande sala attrezzata per l’occasione, giovani mamme richiamano a sé piccoli uomini troppo indaffarati a giocare tra le persone tutte prese a tenere il posto. Coppie giovani che parlottano tra di loro, ragazze indaffarate a spippolare sul cellulare, distinte signore dai tacchi alti e ben truccate, in gruppetti di tre o quattro chiacchierano sbirciando la sala e commentano quello che vi sta accadendo. Tutti in trepida attesa aspettano il loro turno: lo show cooking con Benedetta sta per iniziare.

Finalmente ci fanno entrare. Due tipi di biglietti, settore A e B. I più fortunati, che in internet hanno prenotato il biglietto gratuito per assistere a questo particolare evento, siedono nel settore A, mentre i ritardatari nel settore B. Ma non basta, anche un’altra fila di persone attende, sperando che qualcuno abbia rinunciato e si sia cosi liberato un posto.

Il palco non c’è, sostituito da un piano da lavoro e una cucina moderna con i fornelli ad induzione, due baldi chef affaccendati a predisporre lo spettacolo.

La telecamera fissa inquadra tutto il piano di lavoro e due grandi schermi ci rimandano le immagini. Il fotografo ufficiale con pochi scatti ferma l’immagine della Parodi, che entra e subito si mette ai fornelli, alcuni secondi li concede ai flash che vengono dal pubblico rumoroso e impaziente.

Vestitino nero, tacco 12? Macché, oggi dei comodissimi stivali. Grande performance subito si scotta, e ci ride, sentendo il fondo di una pentola, lo show ha inizio, come nell’avanspettacolo, lei la comica, gli chef le spalle, danno inizio scherzando su quelle scottature e su quanto possa essere pericolosa una cucina.

Tre piatti, tre modi diversi per acchiappare l’interesse del pubblico, brava a mescolare ricette semplici e stuzzicanti con la quotidianità familiare. Sembra tutto vero, rende semplice veloce appetitoso quello che invece affligge la maggioranza di chi cucina tutti i giorni e si scontra con una normalità alimentare sempre uguale. Fa sognare, fa dimenticare per un momento le preoccupazioni quotidiane. I tacchi a spillo trovano la loro collocazione anche in cucina.

Benedetta chi? La quotidianità in cucina, forse è questo che le persone vogliono vedere in lei, che sia vero o no ha poca importanza, al tempo della crisi ci attacchiamo a ciò che possiamo, e speriamo che quella spezia, quella particolare pietanza ci faccia sorridere.

Auguri a TuttaFirenze

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.

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Vinho do Porto

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Fortemente zucca!