Che succede se una mattinata, nonostante la sveglia presto, una lezione che non hai voglia di seguire, e un impegno di lavoro subito dopo, diventa una bella mattinata? Bella in modo semplice, quotidiano. Una mattina simile a quella di molti miei coetanei che ancora studiano (o ci provano) e intanto lavorano (o ci provano). Iniziata non benissimo, con un’ora nel traffico per la lezione sulle Novelle di Verga all’università (ebbene si, alla tenera età di 25 anni ancora sono obbligata a frequentare lezioni, e ad alzare la mano all’appello, come 20 anni fa), allietata solo dal Trio Medusa su Radio Deejay. L’impennata arriva alle 10.30, con il sole sull’Arno dopo giorni di acqua, in direzione Palazzo Vecchio. Pausa Caffè alla Ditta Artigianale di via de’ Neri (torte stupende) con il cd di Alborosie in sottofondo e poi dritta verso una bellissima notizia, la conferenza stampa sul cinema Colonna che riapre.

Il mio più fresco ricordo del Colonna risale a qualche anno fa, una pizza mangiata sugli scalini e poi il film Cosmonauta. Io ho una multisala a meno di un chilometro da casa, ma ci provo davvero ad andare nei medi-piccoli-piccolissimi cinema fiorentini, in quelli di quartiere, anche se a volte devo stare un po’ di più in macchina. Non è una feroce opera di boicottaggio la mia, ma una scelta quasi naturale. Amo profondamente il cinema, e mi piacciono le sale immerse nella città, impregnate di Firenze, che non hanno arredamenti e colori uguali in tutta Italia, non sono le stesse a Firenze come a Torino, mi piacciono perché ad ognuno di loro ho legato un ricordo. Se vado un po’ più indietro con la memoria, ricordo che al Colonna vidi Billy Elliot, una meraviglia di film di cui ho visto anche (due volte) il musical a Londra. Ricordo mio fratello, bambino, che non la smetteva di piangere sulle poltroncine del Colonna. E quindi, bentornato.

Che succede se una mattinata come tante, diventa una bella mattinata? Succede che è proprio bello.

cinema colonna
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Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.