di Chiara Caparello

Il sabato pomeriggio la ragazza luna arriva presto e si mette subito all’opera: ha la bocca blu come una linea dritta fino a quando non incrocia gli occhi di un passante che si ferma ad ammirare la sua sagoma immobile. Mi appoggio ai gradoni di pietra alla base della colonna e aspetto che qualche turista le lasci una moneta. Quando succede, lei solleva leggera una gamba fin sopra la testa, descrivendo un cerchio d’argento che mi lascia sempre a bocca aperta. La magia dura giusto il tempo di sentire l’attacco del gruppo che si prepara a iniziare il suo spettacolo qualche metro più avanti. In un attimo la piccola folla che si era formata davanti alla ragazza si scioglie e sono io a restare immobile, fino a quando lei non scende dallo sgabello nascosto sotto la tunica, lo ripiega con calma e lo mette nello zaino, come se fosse la cosa più normale del mondo. Rimango a fissare il vuoto lasciato dalla ragazza d’argento e penso che è strano, ma l’effetto che mi fa è lo stesso di quell’altra luna, quella vera, che chiudeva le mie notti insonni a Mogadiscio, scendendo dal suo piedistallo.
Scaricano i giornali davanti all’edicola in fondo alla strada e il camion della spazzatura mi ricorda che non ho dormito per niente e che devono essere già le cinque e mezzo. Anche la luna è scomparsa e una timida alba si è posata sul cappotto di Halima. (giovedì prossimo un nuovo racconto)

Questo racconto fa parte dell’ebook prodotto nell’ambito del corso “LeggiMI! Scrivere ai tempi dell’ebook” (marzo-aprile 2013), realizzato dal Comune di Firenze in collaborazione con Il Cenacolo e EDA Servizi e rivolto ai giovani da 18 a 29 anni.

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