Bimbi Immagine Pitti!
Ho fatto il liceo al Makia – quando ancora era dentro la Fortezza – e a Pitti mi ci intrufolavo durante ricreazione……
Per me Pitti era questo: qualche ora “rubata” a Tucidide, gente tiratissima e tanta musica che arrivava in classe dagli altoparlanti della fiera.
E così è rimasto. Perché, io e la moda – come dire…. Ci sfioriamo? Forse, ogni tanto.
Lo stesso vale per i bimbi. E il fatto che siano tutti maschi, non mi aiuta in fatto di look.
Vogliamo parlare dell’oceano di colori, fiocchi, sbrilluccichini, calze, calzini, guantini, scarpine, passate e mollette tra cui può scegliere la mamma di una bambina?!
Noi: pantaloni, polo, camicie – pochissime – magliette e felpe. Fine.
Che forse, poi, non è neppure questo. E’ che quando arrivo a comprare qualcosa, i miei criteri di scelta sono: comodità – per loro – e resistenza allo sporco – per me. E se bianco o crema son colori moda: pazienza!
Mentre la commessa mi mostra maglioncini candidi, io li vedo indosso ai bimbi che si rotolano per terra, mangiano il gelato, disegnano con i pennarelli. E siccome non voglio dover dire “stai attento a non sporcarti”, non li compro.
Son dell’idea che i bambini debbano preoccuparsi solo di imparare, scoprire, provare, assaggiare, annusare… Non certo di cosa indossano!
Ecco, forse ho un po’ troppo senso pratico, per essere alla moda.
E poi credo che a loro interessi poco di come son vestiti. Se la maglia è di Versace, del mercato delle Cascine o di Benetton. Se invece è del loro cugino grande, allora sì che gli interessa, e quello diventa il capo più ambito.
No, i miei non son proprio Bimbi Immagine Pitti.
Cominciano le sfilate. Io però: passo!
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