Correre è inutile, per questo ci sono persone che lo fanno in modo passionale e ossessivo per anni, altre che lo fanno senza pensarci, leggermente e sorridendo, e persone che non si metterebbero delle scarpe da ginnastica nemmeno sotto tortura. Raccontare una cosa inutile come la corsa non è facile. Il flusso dei pensieri di un corridore, lo spingere dei muscoli, il premere delle articolazioni contro il tessuto dei vestiti, il sudore che scivola tra la pelle e la maglietta della salute, pensieri, sensazioni che durano ore, tutta roba troppo difficile da narrare. 

Vivere è come correre, non c’è esattamente un motivo valido per farlo, ma lo facciamo, ognuno con il proprio modo e i propri pensieri. E raccontare una vita senza rischiare di scivolare nel retorico e nel romanzato non è facile. Ma non per uno come Richard Linklater che sa bene che vivere non è avere dialoghi entusiasmanti, riff di chitarre che ti accompagnano nei momenti decisivi dell’esistenza o carrellate mozzafiato. No, la vita è quella roba che spesso viene male in foto, mossa, sfuocata, con le parole giuste che ti rimangono in testa e lasciano uscire solo frasi poco ordinate. La vita è una corsa lenta e inutile e il regista di Prima dell’alba con Boyhood si è preso 12 anni per raccontarla, usando sempre gli stessi attori. Il film, uscito nel 2014, torna nelle sale in questi giorni grazie alla candidatura all’Oscar e racconta 12 anni mossi e sfuocati di Mason. Ma proprio perché non è un classico teen movie con le frasi e la musica giusta, sono anche i 12 anni di altri milioni di Mason e dei loro problemi a scuola, dei loro genitori che li amano ma che sembrano non capirli, dei Mason che passano le giornate, semplicemente, senza fare niente di significativo. Boyhood non sembra la vita di qualcun altro, sembra esattamente quella dello spettatore che lo sta guardando, e la magia che è riuscito a fare Linklater è proprio questa.

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Fonte foto: imdb.com

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.