L’Italia saluta il pubblico giapponese

Una volta tanto lasciatecelo fare, fateci festeggiare.

Dopo il richiamo degli alti vertici di World Rugby sulla qualità delle gestioni delle prime partite da parte dei vari arbitri, il mondiale ha visto decisamente una grossa svolta in tal senso e maggior attenzione è stata messa nelle valutazioni e decisioni della terna arbitrale di ogni singolo match.
Fortuna ha voluto che un pezzo da novanta dei signori con il fischietto sia capitato nella partita Italia – Canada, niente meno che Nigel Owens che ha avuto il suo bel da fare nel tenere a bada le scombinate file dei canadesi. Riuscendoci ampiamente ed evitando a noi appassionati italiani di subirci le espressioni incredule di Sergio Parisse nella oramai storica mischia a 5 metri dalla linea di meta della Namibia (l’arbitro continuava a dare mischie a favore Italiano con azioni già avanzanti in meta).

L’alto numero di falli degli avversari non ha nè messo in difficoltà nè aiutato particolarmente gli Azzurri nell’eseguire forse la migliore partita da loro giocata negli ultimi tempi. Qualche errore c’è stato, vero, ma rispetto al primo turno dei mondiali stiamo parlando di un’altra squadra. Aggressiva al punto giusto, cinica e quasi chirurgica. Errori, stavamo dicendo, soprattutto difensivi che hanno permesso al Canada di continuare a sperare nel segnare qualche punto, cosa che alla fine è arrivata. Dopo una meta annullata per un loro in avanti, i tutto rosso riescono a superare la linea di difesa italiana e il try con trasformazione regala loro l’unica soddisfazione della giornata.

Poco cambiava all’Italia che ha schiacciato l’ovale per ben 7 volte andando a chiudere la partita con un sonoro 48-7. Jake Polledri (oramai innalzato a furor di popolo come degno erede di Sergio Parisse viste le notevoli prove che ultimamente ci sta regalando) e soci continuano a tenere la testa della classifica del girone B e a sognare in un risultato mai ottenuto da una formazione italiana, l’accesso ai quarti di finale.
Il problema sono però i prossimi avversari, Sud Africa e Nuova Zelanda. Pur essendo a punteggio pieno e con una media inglese di oltre 60 punti a favore, l’affrontare due corrazzate del genere può compromettere il progetto italiano. Riuscire a contenere la differenza di punteggio, soprattutto con il Sud Africa, forse continuerebbe a tenere gli Azzurri in gara.

Intanto godiamoci il primo risultato, la quasi certezza di essere qualificati per la prossima edizione dei mondiali, nel 2023 in Francia.

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.