Grazie ai potenti mezzi della nostra testata giornalistica siamo riusciti ad avere un’intervista con uno dei famosissimi bronzi di Riace, per la precisione il Bronzo A (contattato tramite twitter @a_bronzo). Avevamo alcune importanti questioni da chiedergli e lui è stato gentilissimo, ci ha ricevuto nella sua splendida e nuova residenza di Reggio Calabria.

Bronzo A, innanzi tutto grazie di averci ricevuto. Vado subito al punto, cosa ne pensa di un suo eventuale spostamento a Milano per l’Expo 2015 come proposto da Vittorio Sgarbi?
Sa, voglio essere chiaro con voi, un po’ mi sento in colpa. Qui ci trattano alla grande, ci hanno costruito una casa bellissima, hanno speso 32 milioni di euro, quattro anni di lavori. Siamo serviti e riveriti, controllati benissimo. Ma il fatturato ci preoccupa. Non riusciamo ad avere molte visite giornaliere, gli incassi non sono incoraggianti. I 45 dipendenti cominciano a guardarci con preoccupazione. Noi questa tensione la sentiamo, giorno dopo giorno. Addirittura c’è chi vuole farci pagare di tasca nostra i 32 milioni di euro o addirittura venderci all’estero, come dei calciatori qualsiasi.

Quindi non sareste contrari ad un viaggio a Milano?
In teoria no. Ma in pratica ci sono dei problemi. Sia io che Bronzo B non siamo molto amanti del mare. Capirà, ci siamo stati circa 2400 anni. Quindi il traghetto ci preoccupa un po’. Ma la strada ci terrorizza.

Già, la Salerno Reggio Calabria…
Si, con tutte quelle buche e cantieri…no meglio l’aereo, se possibile. Anche se gli aeroporti calabresi non sono il massimo. Comunque non siamo contrari a viaggiare, anzi. Ci dispiace un po’ sa, lasciare Reggio Calabria. Ci piacerebbe che qui ci fossero tanti turisti come a Roma, Venezia o Firenze. Ma dicono che siamo fuori dai giri del turismo di massa, che siamo difficilmente raggiungibili. Siamo delle Icone di Bellezza, ma in un contesto difficile. Eppure vorremmo davvero dare una mano al nostro territorio, come fanno le altre Icone.

Scusi, di che Icone sta parlando?
Ma si, seguiamo su twitter la Venere del Botticelli, la Pietà e il David di Michelangelo, la Cappella Sistina, il Colosseo, la Basilica di San Marco, la Gioconda ed altre Icone famose. Tutte hanno il problema opposto al nostro. Troppi visitatori, mai un giorno di ferie, masse di turisti che tutti i giorni le fotografano ignorando quasi tutto il resto. Bambini urlanti, turisti distratti portati là da tour organizzati massacranti, negozietti di souvenir. Muovono un sacco di soldi, una vera e propria economia. Noi, un po’, siamo gelosi delle altre Icone. Il potenziale ce l’avremmo sa?

Non dubito. Visto che l’ha nominata, che ricordi ha del vostro soggiorno a Firenze?
Bellissima città. Tantissimi visitatori. È stato un periodo magnifico. Se fossimo ancora là certamente non si lamenterebbero dei pochi incassi. Potremmo rivaleggiare con il David e la Venere senza problemi. C’erano delle code infinite al Museo Archeologico, come quelle degli Uffizi o dell’Accademia. Ogni tanto ci penso ancora…

Quindi sareste pronti a partire?
Si e no. Mi spiego. Se i nostri viaggi servissero in qualche modo ad aiutare il territorio nel quale viviamo ed a ripagare gli sforzi fatti per mantenerci belli come siamo, siamo pronti a partire. Se si tratta solo di sfruttamento economico fine a se stesso, o a qualche mossa propagandistica per il politico di turno, allora no. Siamo fragili sa? Vogliamo motivi seri per spostarci. I proventi devono tornare in qualche modo alla Calabria e aiutarla a crescere e a farla conoscere.

Una specie di Tournée promozionale quindi.
Si, cercando di far capire il contesto dal quale veniamo. La Magna Grecia e le sue bellezze. Potremmo diventare un richiamo per visitare il Sud e la Calabria. Sa, noi Icone siamo spesso guardate e basta. Invece la gente deve capire da dove veniamo e perché siamo il risultato del nostro territorio. Noi siamo la memoria di una cultura, e non solo delle cartoline da attaccare sul frigorifero o delle belle statue da mettere all’ingresso di una manifestazione internazionale. Se ci dovessero portare in giro per altri motivi allora sarebbe la cosa peggiore per noi. Ci opporremmo. Siamo pronti anche a fare gesti eclatanti e a chiedere l’asilo politico al Louvre. Temporaneamente.

La ringrazio veramente dell’intervista. Vuole aggiungere altro?
Grazie a voi. La mi porti un bacione a Firenze.

@bronzoA, su Twitter ringrazia i visitatori

 

La coda fuori dall’ingresso del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, 1980-1981. Foto: Archivio Fotografico SBAT – da http://archeotoscana.wordpress.com/2013/12/15/15121980-i-bronzi-di-riace-esposti-a-firenze/

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Emiliano Scampoli

Archeologo e programmatore, insomma uno dei tanti ossimori viventi. Ha pubblicato “Firenze, archeologia di una città” e altro sulla Storia di Firenze in base ai dati archeologici. Qui scrive una rubrica su quello che c’è sotto Firenze e come influenza ciò che sta sopra.