L’altra notte, in Santo Spirito, un gruppo di ragazzi ha acceso un falò alimentandolo con i tavolini di un locale. Un’altra persona in Sant’Ambrogio ha divelto una panchina e tirato un bicchiere contro la facciata della chiesa. Dopo ogni atto del genere i giornali parlano inevitabilmente di degrado, criminalità, perdita di identità dei quartieri del centro. Non importa leggere i giornali per capire che il centro storico sta cambiando rapidamente e che sta assumendo identità nuove che sostituiscono le identità del passato.
Santo Spirito era un quartiere artigianale e nobiliare allo stesso tempo. I palazzi storici dei nobili fiorentini convivevano con un’identità artigianale e artistica molto diffusa. Il tutto avveniva all’ombra di una delle chiese più belle del rinascimento italiano, ed in una piazza con un mercato vivo attorno al quale si riuniva la vita del quartiere. In questi ultimi decenni il quartiere sta cambiando velocemente e la sua identità non può essere più riassunta nelle poche attività artigianali rimaste, o nel piccolo mercato della piazza, oppure nei vecchi palazzi nobiliari. Adesso l’identità vera del quartiere sono i ristoranti, i pub, le birrerie, paninoteche, pizzerie, trippai, bar, librerie con musica dal vivo, discoteche, gelaterie, etc. etc. Tutto il quartiere è orientato verso una sola funzione, fornire una adeguata accoglienza a chi vuole mangiare, bere, divertirsi. Questa è l’identità vera del quartiere.
E la chiesa di Santo Spirito a che serve oggi?

Nel IV secolo d.C. gli imperatori cristiani avevano proibito ogni culto nei templi pagani perché il Cristianesimo era diventata l’unica religione da professare pubblicamente. Le porte dei templi dovevano rimanere chiuse e centinaia di edifici di culto pagani nelle città non erano più di nessuna utilità. Erano però edifici maestosi, spesso bellissimi che caratterizzavano il paesaggio e la vita urbana del tempo. Gli imperatori, allora, proibirono con vari editti il danneggiamento di questi edifici in quanto “ornamenti urbani”.
Ecco, questo sono Santo Spirito e la sua piazza ormai, degli “ornamenti urbani”, analogamente a tante altre chiese e piazze del centro storico. Sono solamente lo scenario di un bello spettacolo che si ripete tutte le sere. Uno scenario importante, sì, ma che ha la sola funzione di attirare le persone verso la consumazione della propria cena e del proprio divertimento.

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Emiliano Scampoli

Archeologo e programmatore, insomma uno dei tanti ossimori viventi. Ha pubblicato “Firenze, archeologia di una città” e altro sulla Storia di Firenze in base ai dati archeologici. Qui scrive una rubrica su quello che c’è sotto Firenze e come influenza ciò che sta sopra.