S.forno, via Santa Monaca Firenze

Avete presente quando la mattina presto passando da una strada senti quel buon odore di pane caldo appena sfornato.
Ecco questo è stato per anni il profumo che accompagnava le mie mattine lavorative quando alle 8.00 passavo davanti al forno Quattrocchi in via Santa Monaca.
Qualche mese fa mi fermo a prendere il pane e Angelo, lo storico e stoico fornaio, mi dice che vuole andare in pensione, che vuole lasciare la bottega che dopo tanti anni forse è ora di chiudere ma molto a malincuore.
Per me è stata una notizia ferale, vedevo già il suo profumatissimo forno trasformato nell’ennesima pizza al taglio o peggio in un minimarket attira-movida.
Quando mi ha detto che chiudeva ho iniziato a pensare a cosa io e tutto il quartiere stava per perdere per sempre, come i suoi carciofini salati che si sciolgono in bocca, i panettoni fatti a mano che lievitano ore e ore e custodiscono un meraviglioso cuore di cioccolato, i biscottoni di pasta di mandorle che solo un vero siciliano come Angelo sa fare.
Ho iniziato a comprare il pane altrove ma anche se buono non era l’abboccato cotto davanti al forno aperto pieno di pizziccotti, non era il salato dalla crosta croccante, non erano i suoi panini all’olio.
Non era pane vero.
Prima dell’estate un giorno mi sono affacciata e ho visto una bella ragazza bionda dietro il bancone e ho avuto un tuffo al cuore: e Angelo?
Angelo ha trovato una discepola.
Il forno è stato salvato da chi come me non voleva rinunciare al pane vero.
Oggi se andate in via Santa Monaca trovate una bottega appena ristrutturata di gran gusto, un locale accogliente come i suoi prodotti.
Il pane di Angelo è tornato, così come i suoi carciofini o la schiacciata, ma non solo, accanto alla tradizione, è arrivato il pane in cassetta fatto a mano, i macinati a pietra, i grani antichi e i dolci.
Il rinato panificio di Angelo oggi si chiama S.forno, e come una vera bottega artigiana di una volta raccoglie l’esperienza e l’innovazione unite insieme per fare cose buone, buone come il pane.

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Carlotta Ansaldi

Frutto dell’unione tra San Niccolo’ e la Colonna, nata per il Capodanno fiorentino vivo in Oltrarno… piu’ fiorentina di me forse c’e’ solo la bistecca.
Amo tanto gli animali, i libri, i miei tanti studenti e il mio lavoro di Archeologa per bambini ma la mia vera grande passione sono cappuccino, pasta e cronaca di Firenze rigorosamente al bar!

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Elegante Galluzzo

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Hemingway is back