foto2Appena diplomata Darinka lascia l’Italia e si trasferisce a Londra dove si laurea in fotografia per poi girare il mondo. Tornata in Inghilterra, con un cantautore irlandese con il quale doveva convolare a nozze, trova lavoro come massaggiatrice di teste di giocatori di Poker. Dopo un mese lui la lascia ed è in quel momento che prende corpo l’idea di intraprendere un’avventura folle e lucida al tempo stesso: 2.910 km a piedi dalla Sicilia al Piemonte, sola, senza soldi e soprattutto senza fretta. Porta con sé un barattolo con la missione di raccogliere i sogni delle persone incontrate nel cammino. Il messaggio è chiaro: non dimenticare mai i propri desideri perché la consapevolezza è il primo passo per trasformarli in realtà.

foto3Un cammino interiore per ascoltarsi e ritrovarsi, un inno alla lentezza per riappropriarsi del tempo. Ma anche un viaggio nei mille paesi dello stivale, raccontati attraverso i sogni e le storie di un popolo che continua a sognare. Da questo viaggio è nato un progetto ed un libro omonimo Walkaboutitalia  che Darinka sta presentando in Italia viaggiando in sella ad una bici di bamboo.

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Perché l’idea di questo viaggio?
Mentre massaggiavo la testa ad un pokerista particolarmente nervoso, ho alzato lo sguardo per cercare un orologio e mi sono accorta che non ce n’erano! Proprio come succede ai giocatori stavo perdendo la cognizione del tempo, non ero più padrona del mio destino. Ho seguito il suggerimento delle scarpe che indossavo, nella suola c’era scritto Go Walk e questo è diventato il mantra di questo viaggio. Ho sentito l’esigenza di trasformare le mie passioni – viaggiare, fotografare, scrivere e sognare – in un progetto di vita.

Cosa vuol dire sognare?
Sognare è una forma di ribellione, è la voglia di sconfiggere qualsiasi cosa ostacola il tuo pensiero indipendente. Il vero sognatore è un ribelle, che diventa un rivoluzionario quando decide di mettere in pratica i propri sogni.

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Tra i sogni raccolti, ce ne sveli qualcuno?
Quello più frequente è stato una parola: serenità. Le persone hanno bisogno di allontanare la paura. In effetti ho trovato un paese diffidente, complice il sistema mediatico che non veicola sentimenti di fiducia. Ma sotto questa coltre di paura c’è davvero una grande ospitalità e umanità che ho potuto conoscere.

foto5Chi è oggi Darinka?
Mentre il mio viaggio a piedi si avviava al termine, sentivo come se alcuni pezzi di me si staccassero dal corpo. Ho capito che oggi la mia casa è la strada, perciò sto già progettando il giro del mondo con una bicicletta di bamboo, stavolta portando con me un braciere vituale come simbolo di condivisione.

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Francesca Pallecchi

Fiorentina, classe 1981, Francesca si destreggia tra progetti e collaborazioni nell’ambito della comunicazione e degli eventi (della serie Welcome to the jungle!), ma soprattutto nutre una passione sfrenata per i viaggi. La potete vedere con l’aria felice e sorridente quando indossa scarpette da trekking e zaino in spalla per andare alla scoperta del mondo. Ha all’attivo una lunga serie di avventure, dal Sud America all’Africa, dall’Europa all’Asia. E sia che si tratti di mete vicine o lontane, di viaggi reali o immaginari, ha un motto: L’importante è partire!