A Firenze ci sono i Lungarni. Sono una delle cartoline preferite della nostra città. Le spallette, i ponti, i lampioni, il fiume….anche un fotografo inesperto potrebbe tirare fuori da qui  il suo piccolo capolavoro a tutte le ore del giorno e della notte.  Claudio Baglioni si rammarica ancora del fatto di non essere nato a Firenze perché cantare “e lungo l’Arno che andava lento lento noi ci perdemmo dentro il rosso di un tramonto fino a gridare i nostri nomi contro il vento” suona sicuramente meglio che con “e lungo il Tevere che andava lento lento”…. Nel film Camera con vista Helena Bonham Carter si affacciava da una finestra del lungarno Torrigiani. Da lì la bella Helena poteva vedere la bellezza del ponte vecchio, del loggiato degli Uffizi e sullo sfondo anche quella della Cupola e della torre d’Arnolfo. E noi da sotto la sua. Un altro romano invidioso (Carlo Verdone) in uno dei suoi Viaggi di nozze, mentre vede tutta la bellezza di Firenze che gli si para di fronte da una terrazza di un palazzo del lungarno Soderini, dice alla sua Claudia Gerini: “ma dov’è lo stadio?” 

A Firenze però c’è anche un pezzo d’Arno che non ha lungarno perché lì le case sono state costruite a picco sul fiume. E’ il tratto dell’ Oltrarno, a cavallo del ponte vecchio, tra piazza S. Maria soprarno e il ponte Santa Trinita. Chi sta qui potrebbe buttarsi in Arno da una  finestra senza bisogno di fare la fatica di saltare il lungarno. Per chi lo volesse fare sarebbe comunque un risparmio di energie, senza correre il rischio, oltretutto, di non farcela e quindi di farsi male (non so se questo è un elemento che può incidere nel valore dell’immobile). Questi palazzi essendo stati ricostruiti interamente dopo la seconda guerra mondiale hanno caratteristiche diverse rispetto a tutti gli altri dei lungarni.  In particolare quelli vicini al ponte vecchio verso il lato del ponte Santa Trinita. Non hanno terrazze e si presentano come una serie di vetrate una accanto all’altra. Sono perlopiù dell’Hotel Lungarno. Quando è notte è bello vedere dal lungarno di fronte (il lungarno Acciaiuoli) le luci dentro quelle vetrate. E intravedere un piccolo spettacolo di vita domestica. E di provare anche un po’ di sana invidia.

 

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.