Carissimi tutti, questa settimana devo la mia più totale riconoscenza ad un nostro affezionato lettore che, con sguardo brillante e scatto repentino, ha immortalato l’immagine di cui mi appresto al commento senza porre ulteriore tempo in mezzo. Quivi viene immortalato quello che, anche al meno arguto degli osservatori, dovrebbe apparire come un semplice materasso abbandonato all’angolo di una strada. Ma, nessuno si senta offeso, sarebbe ingenuo ed insensato fermarsi alle semplici apparenze. Così come, si usa dire, il Diavolo si nasconderebbe nei dettagli, ecco che il Genio potrebbe benissimo nascondersi dietro gli angoli. Angoli, o cantoni, che nella vecchia Firenze si chiamavan “canti” e di cui ancora oggi vi son testimonianze illustri, come il “Canto de’ Bischeri” in Piazza del Duomo.

Ecco, questo particolare angolo di via Gino Capponi con via della Colonna dovrebbe, grazie proprio ad un anonimo geniaccio fiorentino, essere rinominato “Canto de’ Tetris”. Avverto e comprendo il possibile straniamento del lettore e la conseguente urgenza di una spiegazione da parte mia e non intendo sottrarmi in alcun modo al piacere ed al privilegio di fornirla. Con la semplice perfezione che è propria della geometria euclidea, il nostro genio ci pone di fronte ad un ardito Teorema dell’incastro degno dello spirito di un Pitagora o di un ben più attuale Aleksej Leonidovič Pažitnov, inventore appunto del famoso gioco del Tetris, dove il materasso sembra essere caduto dall’alto per andare ad occupare esattamente lo spazio a lui dedicato e, magari, completare uno schema.

Ciò dimostra che vi è un Rinascimento perenne che continua a circolare per le strade della nostra città permeando ogni luogo con “codici di geometria esistenziale” (come cantava il poeta). Ed il genio fiorentino che ne è, direttamente o indirettamente ispirato, non si ferma certo di fronte ad un apparente elemento di degrado, bensì lo trasforma in una pedina che precipita nell’invisibile schema di un Tetris metropolitano. E allora oggi si torna bambini. Voglio giocare anch’io!

 Aiutateci a scoprire nuovi geni fiorentini. Inviateci le vostre foto e segnalazioni a geniofiorentino@tuttafirenze.it

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Lorenzo Montemagno

Nato nella città più bella del mondo, in un radioso primo di Giugno del secolo scorso, ha avuto l’avventura di essere adolescente negli ormai mitici anni ’80, quando la lotta armata degli “anni di piombo” lasciava gradualmente il posto alle lotte spaziali di Goldrake, Mazinga e Jeeg robot d’acciaio. Tra i Duran Duran e gli Spandau Ballet si era già fatta strada una passione ben più pregnante, quella per la satira.
Raggiunta la maggiore età comincia a collaborare come vignettista ed illustratore per libri e riviste. Tra le cose fatte si ricordano i tre anni della trasmissione televisiva “Allo Stadio con Gioia” che portò alla pubblicazione del piccolo volume “Dal paradiso al purgatorio e ritorno” che raccoglieva le migliori vignette apparse in video. Molte vignette sono apparse nei periodici “Tuttotifo”, “La Gazzetta Viola” e, più recentemente, la nuova edizione de “Il Brivido Sportivo” e sul Vernacoliere.