È praticamente Natale, e sono solo. Una multisala non è il posto migliore dove passare la notte del 24. Però sono piene di luci. Sono colorate. Mi distraggono quando sento di non avere un anima. Don Jon deve iniziare. Butto giù le regole per vivere in un cinema per passare il tempo. Ci provo. Uno, mai cadere dalle scale mentre cerchi il tuo posto a sedere. Mai. Due, non prendere i pop-corn, alcuni sono autocombustibili. I pop-corn autocombustibili mi preoccupano un bel po’. Tre, non andare mai a vedere film dove ci sono scene di sesso molto lunghe e dettagliate da solo, è come chiedere in un negozio di biancheria se hanno taglie per bambini. La gente si farà strane idee. La gente è sempre piena di strane idee. Poi si apre la porta. Diciamolo subito. Io ho paura di tutto. Mi giro e lo guardo. Cazzo, non ci credo. È lui, Babbo Natale, col vestito rosso e tutto il resto. E qui all’Uci del Cavallaccio, da solo, a vedere un film che parla di pornodipendenza. Mi guarda. Forse sorride ma non si vede nulla con la barba. Sono teso. Vorrei avere i pop-corn autocombustibili. Dico ciao, lui annuisce, poi dice che odia i trailer, sorrido. Stiamo in silenzio. Non c’è niente da fare dice lui, il cinema è il posto migliore quando uno si sente solo. Annuisco. Voglio dire, continua lui, in qualsiasi altro posto tutti noterebbero la tua solitudine, qua no. La gente si sente speciale, dico io, mi sento amaro, mi è uscita così di solito non parlo della gente chiamandola la gente. Odio le generalizzazioni, dice lui. Anch’io rispondo. Tutte le vite hanno sempre qualcosa di speciale dice Babbo Natale, tutti pensano che siano le cose come nascere o lo sposarsi o cose così, ma non sono quelle le cose speciali, almeno che uno mentre si stia sposando non venga preso in ostaggio da dei terroristi libanesi allora, ma no, basta divagare. Ti sto annoiando? Dico no. Gli dico che da bambino i’ mi babbo gli ha parato il culo un sacco di volte e ha messo i regali sotto l’albero al posto suo, mi esce così. Lui non si arrabbia. Si scusa. Però era una cosa speciale vero? Mi chiede. Annuisco ancora. E non c’erano nemmeno i terroristi libanesi dice lui. Stiamo in silenzio, sullo schermo c’è il trailer dello Hobbit. Odio le cose inconcluse dice. Odio le cose concluse dico. Per me Scarlett non sarà mai più bella come in Lost in translation. Ho caldo. Sarà il suo alito di Ceres ma ho bisogno di aria. Gli dico che non mi va di vedere Scarlett Johansonn in un film che parla di Youporn. A quel punto meglio Youporn risponde. Si alza e m’invita a seguirlo. Fuori l’aria è gelida, c’è nebbia, il ponte all’indiano sembra un serpente senza inizio e fine. Ci prendiamo una birra e la beviamo velocemente senza dire niente. Mi sento più leggero. Devo andare dice lui. Ma non è ancora mezzanotte dico io. Appunto fa lui. E poi sparisce tra le macchine parcheggiate.

 

Fonte foto: www.nydailynews.com

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.