Mostra di acquarelli di Stefania Cosimelli

Al Cuculia, Libreria con cucina – Via dei Serragli, 3r  -Firenze

Durata mostra: 9 febbraio – 9 marzo 2013

CANZOLINE D’AMORE

(Stefania ha la tendenza a piegare e modellare ogni strumento espressivo agli eventi della sua vita quotidiana. Il vissuto è per lei fonte costante di ispirazione, gli eventi tendono a sedimentarsi in lei diventando spunti di riflessione per una poetica dei sentimenti che passa dal particolare all’universale.)
Quando nel suo percorso è approdata a queste sue ultime opere che ha chiamato “canzoline”, ho capito che aveva trovato lo strumento fino ad oggi più efficace per esprimere la sua poetica. Le canzoline nella loro semplicità hanno tutta la forza di un prodotto artistico, anzi, è proprio la loro semplicità: dirompente, chiara ed esaustiva a definirne la bellezza che, per dirla con le parole di Lindo Ferretti, è “candida, forte, lieve e austera”.
Le canzoline sono piccoli acquerelli che passano dalla grafica all’illustrazione, non rinunciando alla lezione della pittura dal vero in formato cartolina, dove Stefania, con disarmante spontaneità, rappresenta attraverso la suggestione delle parole di una canzone, momenti del suo vissuto personale. Questi tre elementi: la cartolina, gli acquerelli e i testi delle canzoni si sposano nelle sue opere con eccezionale naturalezza.
La cartolina è un oggetto che per noi oggi ha un gusto un po’ romantico, quasi retrò, ma il suo statuto è chiaro: “Voglio mandarti un messaggio, voglio che non solo tu sappia come sto ma che tu veda come sto”.
Per il messaggio si affida ai testi delle canzoni ma talmente interiorizzati che avrete difficoltà a capire quale sia il riferimento. Poi ci sono le immagini, delicatissime, sapienti anche tecnicamente, misurate; alcune si riducono a pochi elementi, pochi colori trasparenti ed altre si affollano di citazioni e richiami.
Ogni canzolina ha un’identità propria, una sua autonomia di messaggio ma è anche il frammento di una storia, la frase di un dialogo interiore che sceglie di comunicare con il mondo esterno e per farlo usa le parole già note delle canzoni al fine di costruire un ponte tra l’osservatore e l’io narrante.
Sono frammenti di una storia che si può leggere e rileggere in mille modi trovando sempre un nuovo inizio e una nuova fine-è anche per questo che sono esposte in maniera reticolare e non lineare. Ogni tipo di lettura ci darà spunti diversi, prospettive diverse: ci riempirà di malinconia o di ottimismo ma non cambierà il senso dell’opera unitaria se non per mostrarcela in tutte le sue sfaccettature.
Ritengo che le canzoline ora qui esposte dovreste averle tra le mani, avere la libertà di guardarle, girarle, leggere il testo, rigirarle, metterle l’una accanto all’altra, poi impilarle tutte e scoprirle nuovamente per poi scegliere qual’è la più “vera”, individuare la più triste, la più indecifrabile, la più serena e confrontarle con voi stessi.
Fare questo “gioco”, come è successo a me diverse volte negli ultimi mesi, è davvero una bellissima esperienza.

Giulia Huober

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