C’è un supermercato qui in Texas (e anche in altri stati) che si chiama Central Market. Si tratta di uno di quelli di alta qualità e prezzi alti, dove due/tre volte la settimana, nella zona caffetteria/ristorante vengono organizzati concerti, con tanto di palco, impianto, fonico e gente che ascolta e balla… sì, in un supermercato! Io la trovo una figata…
In queste prime due settimane di maggio hanno organizzato una cosa chiamata “Passaporto Italia”: in pratica hanno appeso fotografie dell’Italia per tutto il supermercato, hanno messo stands con assagini vari, chefs che cucinano in tempo reale cibo italiano e le cassiere e tutti gli addetti ai lavori ti parlano in italiano..beh, insomma, ti salutano e ti dicono due parole, ma a me pare già tanto!
Insomma, io ho suonato due volte la scorsa settimana e due volte questa settimana, in 3 locations differenti (due in Austin, una in San Antonio) e per l’occasione ho messo su un trio con un violinista e un percussionista (musicisti fuori classe!) con il quale proponiamo solo ad esclusivamente musica italiana.
Il violinista, Roberto Riggio (e’ messicano, non fatevi ingannare dal nome!) canta  canzoni napoletane con una bella voce drammatica e quindi io che l’accompagno alla chitarra mi sono imparata il suo repertorio e…che scoperta, che gioia! Canzoni davvero splendide, con ottime melodie e atmosfere struggenti.
E mi chiedo: ma com’è che son dovuta venir fino in Texas per scoprire questo nostro tesoro???
Mi sono sentita proprio una sciocca e un’ignorante (nel senso di persona che ignora).
Certo, da sempre conosco,  mio malgrado, quelle 3-4 canzoni napoletane “tormentoni” tipo “Tu vuo fa l’americano” e “Oh sole mio”, ma sfogliando le pagine della nostra storia di canzoni tradizionali ho scoperto un vero patrimonio, una ricchezza immensa che io, e forse non solo io, conoscevo ben poco.
Questo mi ha fatto pensare. Penso a quanto poco conosco il mio paese e a quanto di bello rischio di perdermi se non mi armo di curiosità e decido di approfondirne la storia.
Ecco…scrivo questo articolo per “tirarmi” pubblicamente gli orecchi.
Si corre troppo spesso il rischio di adagiarci nell’ignoranza e si pensa che l’erba del vicino sia più verde (perdonatemi il luogo comune!!), ecco, non e’ giusto! Bisogna imparare ad essere curiosi e valorizzare la nostra storia, dar lustro alle nostre radici.
E quando sono arrivata dalla cassiera al Central Market per pagare e le ho detto che sono di Firenze, lei mi ha fatto un sorrisone di gioia e invidia e io mi sono sentita molto fiera di essere fiorentina e italiana e di essere parte di una storia e una tradizione che ci rende speciali e famosi in tutto il mondo.
Non voglio dimenticarmelo, ecco.

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Giulia Millanta

Giulia Millanta e’ una cantautrice fiorentina.
Per anni ha suonato nei migliori clubs e festival di tutta Italia, ha partecipato per 4 anni consecutivi all’ Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, vincendo inoltre il premio carisch come miglior chitarrista e cantautrice nel 2010.
Ha condiviso il palco con artisti come Mary Gauthier, Andy White, Joe D’Urso, Willie Nile e molti altri..
I suoi numerosi viaggi e tours (Inghilterra, Spagna, Olanda, Germania, Stati Uniti) l’hanno portata con il tempo in contatto sempre più’ ravvicinato con la scena musicale statunitense.
Lo scorso anno si è trasferita ad Austin, Texas inserendosi rapidamente nella comunità musicale della capitale mondiale della musica dal vivo.
Ha all’attivo 4 dischi solisti: Giulia and the Dizzyness (2008), Dropping Down (2011), Dust and Desire (2012) registrato ad Austin e co-prodotto con David Pulkingham e “The Funambulist” (2014), una ricerca musicale sull’arte dello star in bilico fra diverse realtà, linguaggi, domande sulla vita, la morte, l’amore e tutte quelle altre “cosette” che occupano il nostro quotidiano.