Cara Cassiera dello Space (il cinema non la discoteca)

Io so che il tuo è un lavoro sottopagato e frustrante, so anche che con tutta probabilità non avresti mai voluto ritrovarti vestita come un Looney Tunes in una multisala e avere così a che fare con:
– bande di adolescenti che sanno solo dire: “quello con Belen, quello con Belen”
– vecchini che contano i soldi con la precisione e la lentezza degli artigiani dello Zeijang
– guidatori di SUV che anche se dentro il cinema non possono entrare col SUV c’hanno lo stesso l’animo, la gentilezza e l’educazione da SUV
– gente che ti si presenta e non ha la minima idea di quali film ci siano e pretende da te un trailer animato
– famiglie che sotto natale puzzano di lasagna al forno e muschio da presepe – gente che vuole il posto non troppo al centro ma nemmeno troppo di lato, lontano dai condizionatori e non troppo vicino allo schermo ma nemmeno in fondo alla sala e che magari davanti non abbia un giocatore di basket Rasta sottintendendo il fatto che tu debba ricordarti la planimetria della sala e l’esatta posizione di tutte le persone che prima di loro hanno comprato il biglietto
– uno che ti sussurra: “ma le mutande ce l’hai?”
– donne anziane che pensano di essere alla sala del bingo e ti chiedono tre cartelle, fortunate però.

So tutto questo, e so anche che sicuramente non è un lavoro che hai scelto ma la crisi, la disoccupazione e certe situazioni hanno fatto si che sia andata a finire cosi. E so che la tua laurea è un pezzo di carta che brucia dietro una cornice a giorno pagata due lire durante gli sconti Ikea e che se potessi scegliere una sola cosa da cambiare nella tua vita, sarebbe il fatto di essere te stessa. Lo so, e non me la sono mai presa per i grugniti, per i buonasera tirati via, per quelli mancati, per gli sguardi ironici in risposta a titoli di film sconosciuti o pronunciati male, e nemmeno quando hai sbagliato a darmi il resto o mi hai messo a sedere praticamente dietro lo schermo. Mai. Ti ho sempre compresa. Perchè in qualche modo per me fai parte dello spettacolo, e se trovo te invece di un cassiere sono già più felice e ben predisposto, anche se poi non succede niente di erotico, anche se non faccio il simpatico o lo spiritoso, sono comunque felice solo per il fatto che ci sei. Ma se per una volta, una soltanto, arrivo al cinema in ritardo e ti chiedo se Gravity è già iniziato e tu mi rispondi: no, non si preoccupi, mancano ancora 5 minuti E poi invece arrivo in sala 30 secondi dopo e scopro che invece non era vero, che il più bel film di Fantascienza degli ultimi 10 anni era già cominciato e anche da qualche minuto. Probabilmente più di qualche. Io cosa dovrei fare? Eh? Dimmelo Cassiera, dimmelo tu cosa dovrei fare…

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.