Ho sempre pensato che alla fine, anche se non c’erano i presupposti per pensarlo, anche se tutto lasciasse immaginare il contrario, che l’avrebbe presa in mano quella stramaledettissima penna, e che l’avrebbe firmato quello stradannato contratto.
Perché il calcio è cambiato, il mondo è cambiato, ma a me piace ancora continuare a pensare che nel pallone e nella vita esistano ancora le riconoscenze. E lo so che il giocatore ha fatto semplicemente il suo interesse di dipendente; perché lui guadagna meno della sua riserva; che se abbiamo puntato su di lui sul campo, bisognava farlo tempo fa anche nelle stanze dei vertici, nero su bianco. Lo so benissimo che le colpe sono ben più in alto, non quanto diceva il signor Faliero, ma comunque abbastanza in alto.
Ma ricordo anche quel cross di Biabiany all’ultimo secondo di Fiorentina-Parma e la papera sul tiro di Muriel ad Udine. Ricordo che su Muriel, dopo un anno e mezzo, si prese la rivincita, con quel volo che ci proiettò in finale di Coppa Italia. E tutti ad esaltarlo e idolatrarlo, perché non si era abbattuto e ce l’aveva fatta, ad essere un campione. E ce l’aveva fatta grazie a noi, perché non l’avevamo bruciato, come si fa a Firenze, lo avevamo rincuorato e gli avevamo dato fiducia. E giù scroscianti applausi e preghiere sotto la traversa, voli d’angelo e voli plastici.
Ma a me piace pensare che l’uomo non si scinda dal giocatore; che il giocatore sia un ragazzo come me, che magari colpisce il pallone con i piedi meglio di me, che magari sta con Miss Brasile, gira in Lamborghini, sale sullo yacht di Cavalli e a 25 anni ha già all’attivo due matrimoni, tre figli e quattro ville. Ma un ragazzo come me, con dei pensieri e dei sentimenti. Con delle riconoscenze e dei favori di cui sdebitarsi.
Per cui, davvero, senza rancore, una sola cosa: va’ dove ti porta il cuore, Neto. Là, dove non batte il sole…

neto

Fonte foto: http://calcio.fanpage.it/fiorentina-si-tratta-il-rinnovo-di-neto/

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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