laurenceHo iniziato presto a fare la giornalista, avevo 18 anni, e ora che ne ho 26 penso di poter dire di essere riuscita nel mio intento. Negli anni mi sono tenuta stretta questa consapevolezza, sentendomi a posto con me stessa per essere arrivata all’obiettivo tanto agognato, anche se il libretto universitario restava un po’ vuoto, e il conto in banca pure. Difficilmente mi sono sentita in ritardo, o di non aver fatto abbastanza nei miei 26 anni. Così è stato, fin’ora. Fino a che non è capitato di andare al cinema un lunedì sera, allo Stensen, perché la tua amica si è fissata con i film di Xavier Dolan. Cinque ore di lavoro al computer, seguite da una corsa in macchina maledicendo ogni automobilista sulla tua strada, viale Don Minzoni imboccato in stile Maranello, ma arrivi in tempo, e viva. Una volta lì realizzi che l’adorabile libreria caffè Alzaia, su cui avevi contato per un panino al volo, è chiusa di lunedì, e che la macchinetta dentro allo Stensen è fuori uso. Poi ti cade l’occhio sulla durata del film, Laurence Anyways: 168 minuti. Due ore e quarantotto di un film di cui non sai niente, a stomaco vuoto. Sei sul punto di maledire la tua amicizia lunga 15 anni quando entri di corsa, perché il film sta iniziando.

Per le due ore e quarantotto successive alla mia crisi isterica da cena saltata mi sono scordata della fame, della stanchezza e degli occhi che bruciavano. Guardo tanti film da tanti anni ma a volte dimentico quanto il cinema possa farti dimenticare tutto. In Laurence Anyways non ci sono attori famosi, storie scoppiettanti o grandi colpi di scena, non c’è molto in realtà, tranne una cosa, il talento. Il talento di qualcuno che ha la mia stessa età, e che lo ha girato nel 2012. Caro Xavier, quanto mi hai fatta sentire piccola e insignificante nei miei 26 anni. Io così fiera del mio tesserino da giornalista, dei miei articoli, dei miei viaggi, delle tante poltroncine di cinema e teatri su cui mi sono seduta. Caro Xavier, ti ho odiato un po’. Caro Xavier, grazie.

Il talento ti ammutolisce, ti irrita, ti sorprende, ti smuove. Ma il talento, soprattutto, ti sazia.

 

 

(Visited 209 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.

TESTTTTTTTTTT

Pausa pranzo