Sono una studentessa di 17 anni e ho un problema con un’insegnante a scuola. La mia professoressa di italiano ce l’ha con me. Non è l’unica, ma lei lo fa in modo più evidente. Mi interroga in continuazione, mi rimprovera anche quando non faccio nulla, mi mette voti più bassi rispetto ad altri compagni che fanno delle prove peggiori delle mie. Cosa posso fare? Veronica

Gentile Veronica, racconti una sensazione molto diffusa tra gli studenti, ma direi in generale nella nostra società. Spesso capita di sentirci vittime di un’ingiustizia. Ma lo siamo davvero o “facciamo” le vittime? E, se lo siamo davvero, possiamo fare qualcosa?

A me verrebbe da dire intanto, facendo un discorso un po’ generico, che il nostro è un Paese con un alto numero di vittimisti, cioè di persone immature. Quando succede qualcosa, è raro sentire qualcuno che si assume le proprie responsabilità. Tendenzialmente le ragioni di un evento negativo si vanno a cercare all’esterno. Hai mai ascoltato le interviste di un allenatore di calcio dopo una sconfitta? Quasi sempre la colpa è dell’arbitro, della sfortuna, dell’atteggiamento della squadra avversaria, ecc. È molto difficile che dica: “Ho fatto delle scelte sbagliate” oppure “La mia squadra ha giocato male”. Naturalmente invece quando accadono eventi positivi, siamo tutti molto bravi a prendercene il merito.

Nella scuola avviene lo stesso. Difficile che un insegnante dica “Ho sbagliato”, ma è difficile che lo dica anche uno studente, un genitore o un preside. Se non recuperiamo un po’ di obiettività e di onestà intellettuale nell’analizzare le cose, non riusciremo a superare gli ostacoli ed a migliorare i nostri risultati.

Venendo specificamente alla tua domanda, devi capire se veramente la professoressa ti “ha preso in antipatia” per un qualche motivo. Non dovrebbe succedere, ma qualche volta succede. Lo puoi capire solo facendo un confronto obiettivo con l’atteggiamento che lei ha con gli altri compagni. Magari ti può essere utile ascoltare altri punti di vista o acquisire dati precisi. Nel caso in cui ti accorgessi che c’è un fondo di verità, andrei a parlarle per raccontarle il tuo disagio. A volte basta confrontarsi per sciogliere alcune tensioni e risolvere le incomprensioni. Altrimenti, se lei non accoglie le tue ragioni, dovrai farle cambiare idea. Nella vita ti capiterà molte volte che qualcuno (il datore di lavoro, un genitore, un fidanzato, ecc.) si farà un’idea di te che ritieni sbagliata. E sta a te fargliela cambiare. Meglio con i comportamenti perché con le parole è più difficile. O anche lavorando sulla comunicazione. Potresti leggere alcuni libri su un approccio psicologico chiamato “strategico”, che individua alcune “mosse” che possiamo fare per cambiare la percezione che gli altri hanno di noi.

Ma rimane il punto di fondo. Quando abbiamo un problema nelle relazioni con gli altri, dovremmo innanzitutto guardare noi stessi, analizzare con obiettività la nostra visione delle cose e capire cosa  possiamo cambiare. Perché un fatto è certo. Se cambiamo noi, cambiano anche gli altri.

(Visited 148 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Ludovico Arte

Di lavoro faccio il preside dell’Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo” di Firenze. Poi ho l’incarico di coordinatore dell’Area Psicopedagogica del Settore Giovanile della Federcalcio.
Nella mia vita precedente ho fatto prevalentemente il sociologo e l’insegnante di psicologia. La mia vera passione è lavorare con i ragazzi, cercando un modo diverso di fare educazione.
Sono nato in Calabria, ma vivo a Firenze da molti anni.
La Calabria mi ha insegnato a non dire certe cose, in Toscana ho imparato a dire le cose come stanno. Da entrambe però ho capito che quello che sei e quello che fai valgono più di quello che dici.