Il direttore d’orchestra Benjamin Zander all’inizio di uno dei discorsi più belli e emozionanti mai fatti al TED sulla musica e la passione per l’insegnamento racconta la storia di due commercianti di scarpe che partono da Manchester per avviare un giro d’affari in Africa. I due, dopo essere arrivati a destinazione ed essersi guardati un po’ intorno, scrivono due telegrammi al loro capo. Il primo scrive: siamo spacciati, nessuno porta le scarpe. Il secondo scrive: grandissima opportunità, nessuno porta le scarpe!

Non lo so, forse è semplicistico dividere il mondo tra persone che vedono delle opportunità e persone che non le vedono, tra pessimisti e ottimisti, ma vi assicuro che se guarderete i venti minuti in cui Ben Zander parla, urla e gesticola del suo amore per la musica classica, in qualche modo, dopo, sarete delle persone migliori e questo, probabilmente, fa di me un’ottimista. E vi assicuro anche che, se nelle prossime settimane vi metterete davanti ai cinema di Firenze per chiedere a tutti quelli che escono dalle sale dopo aver visto l’ultimo film di Luc Besson, otterrete due risposte diverse. La prima: che film inutile, c’è solo Scarlett Johansson. La seconda: un film incredibile, c’è solo Scarlett Johansson!

Tutto il resto, il significato del film, le citazioni di Malick di cui Lucy è infarcito e la sensazione che Besson non sappia più prenderci per il collo e tirarci con violenza dentro una storia lasciandoci senza fiato come sapeva fare ai tempi di Nikita o Leon sono solo congetture da critici che non vedono un’opportunità.

Io invece, siccome appartengo al secondo gruppo, so che un giorno, tutto questo mio scrivere di Scarlett Johansson su questa rubrica mi porterà ad incontrarla, e lei, dopo aver fatto una decina di corsi d’italiano per stranieri al COSPE, leggerà tutti gli articoli di questa rubrica, e poi, in un italiano stentato, scriverà una lettera al direttore di TuttaFirenze per chiedergli il mio numero di telefono.

Quando il mio cellulare squillerà, io probabilmente sarò in un posto qualsiasi di Firenze, e non so esattamente cosa lei dirà o cosa dirò io, probabilmente staremo in silenzio e sorrideremo ognuno ai propri telefoni, ma quello che so con certezza è che in quel momento l’unica cosa che non vorrò fare sarà giustificarmi di una recensione negativa su un suo film.

Se volete sentirvi come me, convinti che tutto sia possibile, guardatevi il video di Ben Zander, il video lo trovate qui

Fonte foto: imdb.com

 

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.