Centro incontri
Centro Incontri era il nome di un circolo parrocchiale che frequentavo da ragazzo in piazza di Badia a Ripoli. L’anno scorso a maggio ho aperto un mio personalissimo centro incontri all’aperto all’altezza del n.21 di piazza S.Spirito proprio sotto le finestre della casa del Necchi di Amici Miei. Il centro è semplice, consta solo di alcune pietre della nuova pavimentazione della piazza. In realtà ho fatto solo due incontri, ma sono due incontri che mi hanno cambiato la vita.
Sotto il vero sole di maggio dell’anno scorso, verso l’ora di pranzo, mentre camminavo, sento una voce che mi sembra di conoscere; mi volto di scatto e vedo il volto della detenuta Giulia che non esce la sera, la madre triste de la ragazza del lago, la fidanzata in Rain Man. Ora sono davanti a lei. I suoi occhi si muovono come se fossero diretti da un regista innamorato della sua attrice preferita (un regista dolce come il Miele). Gli chiedo se posso baciarla. Lei non mi risponde, ma mi fa con quell’occhi un cenno che a me pare un si. Mi avvicino e bacio le guance di Valeria Golino. Lei era a qui per girare un film. Rivedo continuamente nella mia mente quella sequenza ed ogni volta mi sembra che lei in realtà si predisponga per un bacio sulle labbra e non sulle guance. Vivrò il resto dei miei giorni con quest’incertezza.
Sotto un vero solicino di un gennaio mite, ma è il maggio di quest’anno, ho visto da lontano progredire verso le mie pietre preferite un signore altissimo e magrissimo. Ho atteso lì a braccia aperte il signor Daniel Day Lewis in persona. Lui sorrideva mentre mi veniva incontro ed il sorriso è diventato risata sonora nel momento in cui mi ha abbracciato. Lui era qui nell’occasione delle Millemiglia e per ricordare i giorni in cui ha fatto il ciabattino proprio qui vicino. In un abbraccio solo ho abbracciato il macellaio di Gangs of new York, L’ultimo dei mohicani, il figlio che non dimentica di intitolare la sua libertà Nel nome del padre, l’uomo che si è permesso di lasciare Isabelle Adjani con un fax.
Le cose non vanno sempre come vorremmo. Nella migliore delle ipotesi s’avvicinano. Avrei voluto chiedere a Daniel quel numero e mandare a Isabelle un fax con scritto: ti va di mangiare un gelato? Vivrò il resto dei miei giorni aspettando via fax una risposta ad una domanda che non ho mai fatto.
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