Carissimi tutti, ci eravamo lasciati giusto prima di Pasqua con una profonda quanto sintomatica riflessione sul tasso di inquinamento comparato direttamente deducibile dalle diverse attività dei migliori amici dell’uomo: il cane ed il ciclomotore. Cade dunque “a fagiolo”, e giuro che non ci sono doppi sensi, la splendida immagine immortalata da una nostra gentile lettrice, cui saremo eternamente grati per avercene fatto dono. Quivi si palesa in tutto il suo marrone splendore una di quelle masse fecali dal caratteristico aspetto cilindrico, ripiegato su se stesso, e dall’apparente consistenza semi-solida, la cui provenienza non lascia adito ad alcun dubbio di sorta. “C’era una volta un cane, parte seconda!” sentenziava Alessandro Benvenuti nella scena di “Ad ovest di Paperino”, unico mitico film dei Giancattivi (1982), in cui Francesco Nuti, passeggiando per le vie di Firenze, ne pestava inavvertitamente una. Quanti bei ricordi! E quante belle soddisfazioni quando negli anni ’80 si usavano le scarpe con le suole col carrarmato sotto… Ma i tempi evidentemente non sono troppo cambiati ed ecco dunque una versione più critica, ma al tempo stesso moderna e sbarazzina della classica battuta: “porta fortuna!” Con un’esplicita comunicativa priva della ben che minima, e diciamo pure inutile, diplomazia, il nostro anonimo Genio fiorentino di oggi segnala con un sì tanto delizioso cartellino, a noi ed al mondo intero, questo fumante ricordo organico. Uno dei tanti in verità che continuano a costellare i marciapiedi del centro, patrimonio mondiale dell’Umanità. Voto 10: all’efficacia del messaggio, allo sviluppatissimo senso civico, alla discreta dose di ironia, alla concisione ed alla precisione semantica degna delle più raffinate menti nella comunicazione moderna. Voto 2: a chi persiste ostinatamente, non raccogliendo ciò che il suo adorato amico a quattro zampe ha prodotto, nel considerare le strade della nostra bella città una terra di nessuno, anziché uno spazio comune. Voto 0: a chi non ha ancora inventato una city-car alimentata a sterco. Allora sì che le preziose deiezioni andrebbero a ruba!

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Lorenzo Montemagno

Nato nella città più bella del mondo, in un radioso primo di Giugno del secolo scorso, ha avuto l’avventura di essere adolescente negli ormai mitici anni ’80, quando la lotta armata degli “anni di piombo” lasciava gradualmente il posto alle lotte spaziali di Goldrake, Mazinga e Jeeg robot d’acciaio. Tra i Duran Duran e gli Spandau Ballet si era già fatta strada una passione ben più pregnante, quella per la satira.
Raggiunta la maggiore età comincia a collaborare come vignettista ed illustratore per libri e riviste. Tra le cose fatte si ricordano i tre anni della trasmissione televisiva “Allo Stadio con Gioia” che portò alla pubblicazione del piccolo volume “Dal paradiso al purgatorio e ritorno” che raccoglieva le migliori vignette apparse in video. Molte vignette sono apparse nei periodici “Tuttotifo”, “La Gazzetta Viola” e, più recentemente, la nuova edizione de “Il Brivido Sportivo” e sul Vernacoliere.