A volte bastano pochi anni di differenza tra due persone per variare i ricordi delle loro infanzie. Merendine e cartoni animati non sono gli stessi, ma c’è qualcosa che accomuna tutti. Ci viene ripetuto da quando cominciamo a dormire in un letto vero: si deve andare a letto presto per dormire almeno otto ore. Quando ero piccola pensavo che fosse una questione di riposo, ma ora so che non è così. Non si deve andare a letto presto per essere più riposati la mattina, lo si deve fare per evitare la fame delle 2 di notte.

Ecco perché i nostri genitori ci negavano i film di seconda serata. Volevano proteggerci, evitarci il confronto con quella forza irresistibile che ti spinge a cercare cibo dopo mezzanotte. Ma ormai è tardi e noi, eterni disubbidienti, cerchiamo uno spuntino nella Firenze di seconda fascia.

Per fortuna in città c’è chi offre asilo ai figli incoscienti. Sono i “pastai” notturni, che mettono a disposizione della notte le loro ore di sonno e ti porgono brioche, bomboloni e tranci di pizza per farti andare a letto contento. Una sorta di cugini di secondo grado della spaghettata di mezzanotte, che però operano in esterna. Tutto sta nell’individuarli, e a Firenze ci sono due punti nevralgici da tener presenti. Se ci si trova nella parte nord della città non si può evitare la sosta al “Re della Foresta”, meglio conosciuto come la “Gianna” di piazza Giorgini. La pastaia di Rifredi è l’anima di questo piccolo laboratorio e con i suoi capelli variopinti ha sempre qualcosa di dolce o salato dietro al suo bancone. Chi preferisce la zona stadio può riempire il buco nello stomaco in via Campo D’Arrigo, dove le paste sono sempre calde e la crema è favolosa. Un consiglio spassionato però è di scavallare per una notte i confini comunali e di fare una visita al “Grillo” di Campi Bisenzio, dietro l’Esselunga, dove si può mangiare qualsiasi cosa possa venire in mente a chi si è rassegnato alle 5 ore di sonno.

La notte non si è mai troppo soli quando si cerca disperatamente una brioche alla crema. Poi vado a letto, promesso.

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Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.

TESTTTTTTTTTT

Billy