“Cercasi: persona per viaggiare indietro nel tempo con me. Non è uno scherzo. Sarà pagata dopo il nostro ritorno. Deve portare armi di sua proprietà. La sicurezza non è garantita. L’ho fatto una sola volta in passato”

Cosa fareste se questo annuncio un giorno venisse pubblicato su La Nazione o Il Corriere Fiorentino?
Sareste pronti a partire? Sareste pronti a rinunciare alla vostra vita di tutti i giorni? Al traffico dell’Osmannoro, alle pedalate nella nebbia tra Brozzi e l’Isolotto, alle domeniche uggiose nei centri commerciali, agli aperitivi in Sant’Ambrogio, al lampredotto di Nerbone, a sapere come finirà il campionato della Fiorentina, a conoscere il risultato delle elezioni o a vedere il probabile video amatoriale del parto di Belen che verrà caricato su youtube?
Sareste pronti a rinunciare alla vostra sicurezza garantita?

 

Se volete scoprirlo potete guardarvi Safety Not Guaranteed, un geniale film che racconta la storia di un annuncio come questo, apparso nel 1997 su un giornale di Seattle, e che ovviamente racconta anche tutto quello che viene dopo. E quello che viene dopo è un film dolce e leggero, un action movie dell’anima, un 2001 Odissea nello spazio che s’incontra a metà strada con Little Miss Sunshine, un film di fantascienza dove gli effetti speciali non trovano spazio tra le delicate e bizzarre storie dei tanti personaggi che hanno conti in sospeso col tempo.
Come la storia di Kenneth che, mentre lavora in un discount tra barattoli di fagioli e marmellate, progetta la sua missione, una missione che a tutti sembra strampalata e assurda ma che per lui ha a che fare con il rimpianto, il rimorso, la solitudine. Con i suoi orecchi a sventola, con i modellini di guerre stellari, con i bambini che ridevano di lui e forse anche con l’amore. Kenneth vuole tornare indietro nel tempo, e ritrovare un luogo, uno spazio e una canzone a cui appartenere. E la storia di Darius che un giorno quando aveva 14 anni ha insistito così tanto per un latte freddo al cioccolato che si è ritrovata orfana di sua madre ma con in cambio un senso di colpa per la vita, e la sua missione è solo cercare di stare dritta, non farsi notare e scrivere un articolo su un uomo che pensa di poter viaggiare nel tempo per ottenere un lavoro. Due solitudini racchiuse in se stesse che finiranno per incontrarsi e riconoscersi, ferirsi e curarsi. Kenneth addestrerà Darius per il viaggio, le insegnerà a sparare, a fare le flessioni, le insegnerà le basi delle arti marziali ma a un certo punto del film né i protagonisti né gli spettatori riusciranno più a capire se il loro viaggio nel tempo sarà un viaggio fatto di accelleratori di particelle o di ferite da curare.

 

Il film è prodotto dai fratelli Duplass, praticamente sconosciuti in Italia ma con una cinematografia fatta di piccoli e ignorati capolavori, ma soprattutto creatori del genere Mumblecore: film a bassissimo budget, dialoghi quasi improvvisati, con storie intime e legate speso a vicende familiari fatte di una delicata consistenza narrativa. Se il genere vi attrae potete andare in qualche video noleggio per cercare A casa con Jeff o Lo stravagante mondo di Greenberg ma non potrete vedere questo film nelle sale fiorentine, e nemmeno in quelle italiane. Perché in Italia non è stato distribuito, nonostante abbia vinto il premio come miglior sceneggiatura al Sundance. Dovete procurarvelo in altro modo, anche rischiando. Ma c’è una cosa che potete fare oggi: sfogliare La Nazione e sperare di leggere l’annuncio di qualcuno che cerca un partner per una missione rischiosa, in cui potranno servire delle armi e dove la vostra sicurezza non sarà garantita.

 

Cose fatti e persone citate nel post:

I lampredotto di Nerbone: una sicurezza, lo trovate al mercato centrale di San Lorenzo
Il traffico dell’Osmannoro. una sicurezza, lo trovate ovviamente all’Osmannoro
2001 odissea nello spazio: una sicurezza, incomprensibile come il traffico dell’Osmannoro ma irresistibile come il lampredotto di Nerbone, bella prova di un regista bravino
Little Miss Sunshine: il film che ha sdoganato il cinema indipendente americano
A casa con Jeffuno dei pochi film dei fratelli Duplass arrivato in Italia, con una bellissima Susan Sarandon e il Jason Segel di How I Met Your Mother, da vedere
Lo stravagante mondo di Greenberg: altro film toccato in qualche modo dai fratelli Duplass, un ruolo drammatico per Ben Stiller, un cast fatto di stelle del cinema indipendente americano, una storia dolce e spiazzante
Big Machine: la canzone scritta da Ryan Miller per il film e cantata da Mark Duplass

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.