Cespuglio, la cimice più mimetica che c’è, la cimice di TF, si è fatta bella e si è messa un po’ di mascara per mimetizzarsi meglio nel traffico cittadino. Essendo che il mestiere di truccatore delle cimici è agli albori, e le aziende del settore estetico non si sono aggiornate a questa nuova richiesta del mercato, il risultato non è un granché, né esteticamente (il mascara cola e sembra che Cespuglio stia piangendo) né tecnicamente  (le immagini che ci manda sono tutte macchiate). TF trova però che tutto sommato le immagini mascarose diano un tocco retrò alla rubrica ed è per questo che continua ad assecondare la vanità di Cespuglio.
Sono giornate bellissime, queste, e Cespuglio, pur essendo una cimice proveniente dalla prima guerra mondiale, col mascara che cola, aiutata da una luce tanto bella da fare sembrare persino la Piana un posto vivibile, immortala una Firenze a chiazze ma  bellissima.
Stanchi delle immagini del punk piccione piene di cuoricini, abbiamo deciso di mandare Cespuglio in perlustrazione in una zona degradata, poco più in là, dove si intrecciano politica e malaffare, in piazza Brunelleschi cioè.
Per lo più Cespuglio inquadra giovani studenti, e ogni tanto rivolge il suo sguardo verso il cielo. I pettegoli direbbero che lo fa per cercare di rintracciare le traiettorie del punk piccione, ma non perdiamoci: non siamo un giornale rosa.
Quando Anita prende per sé l’inquadratura si vede una bella signora, con un boa attorno al collo e dei capelli bigodinati che vorrebbero essere biondi ma sono gialli. Imprigionata dentro il tailleur delle grandi occasioni, con ai piedi un tocco di trasgressione (le scarpe ortopediche), si specchia ovunque sia possibile specchiarsi, anche nello schermo di Cespuglio che ha scovato subito, nonostante sia la cimice più mimetica che c’è. Cespuglio prova a rimanere immobile, ma la vita a volte ha un tempismo crudele e proprio in quel momento si sente il glu glu del punk piccione provenire dal cielo. Cespuglio, la cimice più istintiva e innamorata che c’è, alza subito lo sguardo, provocando un leggero stupore in Anita, le immagini tornano a essere con sottosfondo cuoricinoso e il mascara di Cespuglio torna a colare sempre più.
Anita, in quanto nonna, queste cose le capisce al volo e con una mano sposta Cespuglio delicatamente verso di sé e le dice perentoria:  “Trovati un piccione che ti rovini il rossetto, non uno che ti rovina il mascara!” Poi qualcuno la chiama dicendole “Anita, vieni! Sta a Lorenzo.” E Anita se ne va non prima di avere annunciato orgogliosa a Cespuglio e al mondo che si laurea Lorenzo, il figlio di suo figlio Riccardo e che “certo non prenderà la lode, ma è bellissimo lo stesso”.

Per chi si fosse perso la prima avventura di Cespuglio: leggi.

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Fatjona Lamce

Fatjona non sa, ma sta imparando.

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Il disagio

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